SIMON SCARROW e T.J. ANDREWS.
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IL RICHIAMO DELLA SPADA.
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Ciclo: I CONQUISTATORI 3.
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Titolo originale: Invader: Dark Blade. 2014
Traduzione di: Francesca Noto.
2015. Newton Compton Editori, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale fornita da: Amedeo Marchini.
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L'AUTORE.
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Simon Scarrow  nato a Lagos, in Nigeria quando ne era ancora la capitale, da genitori inglesi. Ha vissuto in molti paesi, tra cui Hong Kong e le Bahamas, prima di stabilirsi in Inghilterra, dove si  laureato all'Universit dell'East Anglia a Norwich, dopo di che si  dato all'insegnamento, come professore di letteratura, prima all'East Norfolk Sixth Form College e poi al City College Norwich.  considerato un grande esperto di storia romana ed ha sempre alternato all'insegnamento ed alle conferenze la sua grande passione: la scrittura. Nel 2005 ha lasciato a malincuore l'insegnamento per potersi dedicare totalmente ai suoi libri. Per approfondire le sue conoscenze, e poterle poi riportare nei suoi romanzi, ha effettuato numerosi viaggi in Italia, Grecia, Turchia, Giordania, Siria ed Egitto.
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Al momento Simon Scarrow ha pubblicato 38 romanzi di cui ben 37 di genere storico. Molto famosa la sua prima serie di romanzi, successivamente denominata Eagles of the Empire, Aquile dell'Impero, tutta incentrata sulla storia dell'Impero romano, composta finora da 18 libri scritti fra il 2000 ed il 2019. Dal 2006 al 2010 Scarrow ha pubblicato una seconda serie di romanzi, denominata Revolution Series, composta da quattro opere, con un'ambientazione diversa, ovvero a cavallo dell'Ottocento e con protagonisti Napoleone Bonaparte e Arthur Wellesley.

Tra il 2012 ed il 2013 Scarrow ha pubblicato una terza serie, denominata Arena, formata da cinque romanzi, ancora ispirati al mondo dei gladiatori dell'epoca romana. Tra il 2014 ed il 2015 ha inoltre pubblicato una quarta serie di cinque romanzi, denominata Invader, I conquistatori, in cui si approfondiscono le gesta della Seconda Legione di Roma gi trattate nei primi romanzi della "Eagles of the Empire Series".
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Dal 2011 al 2014 Scarrow ha pubblicato una ulteriore serie di quattro romanzi, detta Gladiator Series, in una collana dedicata ai ragazzi, che narrano le vicende del giovane Marco Cornelio Primo ambientate nel mondo dei gladiatori. A differenza delle altre serie, che raccontano episodi del primo secolo dopo cristo, in questa i protagonisti vivono nel mondo romano del primo secolo avanti cristo. Infine, nell'arco del 2019 Scarrow ha completato la pubblicazione di una serie di cinque romanzi, detta Pirate series, che approfondiscono la vita e la carriera del pirata Telemaco gi visto in romanzi precedenti.
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Dopo aver prodotto altri romanzi singoli, nel 2017 Simon Scarrow, per la prima volta, ha lasciato il romanzo storico per realizzare un thriller, intitolato Playing With Death, uscito in Italia nel 2018 con il titolo L'ultimo testimone. Per questo romanzo Scarrow si  avvalso della collaborazione del suo allievo Lee Francis. Simon Scarrow ha annunciato per l'agosto 2020 la pubblicazione, in Inghilterra, del suo nuovo lavoro ambientato durante la seconda guerra mondiale, dal titolo Blackout.
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Tutti i personaggi di questo racconto sono immaginari e qualunque analogia con persone reali, esistenti o esistite,  puramente casuale.
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LORGANIZZAZIONE DELLESERCITO ROMANO IN BRITANNIA, 44 D.C.
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Come ogni altra legione romana, i combattenti della Seconda legione erano annoverati fra i migliori soldati dellantichit. Molto qualificati, ben equipaggiati e disciplinati, erano sottoposti a un duro regime di addestramento meglio definito come battaglia senza spargimento di sangue. Ma da loro ci si aspettava ben altro: che fossero in grado di allestire fortini e castra, costruire strade e ponti, cos come adempiere a una cospicua variet di doveri in tempo di pace nelle province
conquistate. Spesso trascorrendo anni agli infidi confini dellimpero, il legionario era al contempo soldato, ingegnere e amministratore locale. Uno dei motivi del successo delle legioni sul campo di battaglia era la loro struttura efficiente.
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Ogni legione disponeva allincirca di cinquemilacinquecento fanti. Lunit militare di base era la centuria di ottanta uomini. Sei centurie costituivano una coorte e dieci coorti formavano una legione; rispetto alle altre, la Prima coorte contava il doppio degli effettivi. Il comando di questo impressionante esercito mobile spettava al legato, un aristocratico inevitabilmente al vertice della scena politica di Roma che, a sua volta, disponeva di sei tribuni e un tribuno militare, tutti provenienti da ambienti privilegiati. Seguivano poi i centurioni: la spina dorsale della legione, ufficiali risoluti messi al comando di ogni centuria. Sotto ogni centurione, il suo vice comandante: loptio.
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Capitolo 1.
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Lindinis, fine del 44 d.C. Forte della Seconda Legione.
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Tre sei!, sbott il legionario barbuto, levando un pugno in aria in segno di trionfo. S!.
Orazio Figulo, il robusto giovane optio seduto di fronte a lui, fiss sgomento i tre dadi sul
tavolo nella mensa dei soldati. Scosse la testa e borbott unimprecazione contro gli di e la sua
sfortuna. Intorno alla mensa, gli altri dieci legionari del distaccamento sotto il suo comando
continuarono a osservare la partita in silenzio, concentrati, in attesa del turno del gallo. Sul successivo
tiro erano puntati cento sesterzi, lequivalente di quasi un mese di paga per un ufficiale minore della
Seconda Legione.
I soldati erano ormai alla fine di una lunga ed estenuante campagna in Britannia, che li aveva
visti affrontare una lotta brutale contro le trib ancora ostili alla loro presenza su quellisola brulla e
inospitale. Figulo e i legionari del suo distaccamento avrebbero dovuto giocare a dadi per tre mesi,
sperperando una piccola fortuna in vino scadente, bloccati dallinverno nel loro forte, uno dei tanti
sparsi per la provincia. Invece, si ritrovavano a doverlo trascorrere in quel remoto angolo della
Britannia sud-occidentale.
Un re favorevole ai Romani si era insediato a Lindinis, capitale tribale dei Durotrigi, oltre che
focolaio di rivolta contro la legge dellimpero. Le guardie del corpo del sovrano erano state uccise in un
agguato della popolazione locale, e il messo imperiale inviato dallUrbe a gestire linsediamento del
nuovo monarca aveva deciso che Figulo e gli undici legionari della sua unit avrebbero preso il posto
degli uomini appena uccisi finch lautorit del sovrano non fosse stata riconosciuta. In attesa di
ulteriori istruzioni, Figulo aveva deciso di ingannare il tempo giocando a dadi con Sesto Porzio Bleso,
campione non riconosciuto nel gioco dazzardo della Sesta Centuria.
Bleso si appoggi allo schienale della sedia e fece un cenno verso i dadi, sogghignando in
mezzo alla barba ispida. Prego, signore,  il tuo turno.
Serrando i denti per la frustrazione, Figulo recuper i dadi e li gett nella coppa dargilla che
serviva a scuoterli. La mensa era stranamente silenziosa, quella mattina. La maggior parte dei Batavi
che costituivano la guarnigione del forte era partita per la capitale alle prime luci dellalba, con lordine
del messo imperiale di sorvegliare i nativi prima dei festeggiamenti programmati per la giornata. Tutti i
segni dello scontro sanguinoso che aveva tolto di mezzo il precedente re dovevano essere cancellati
prima che le celebrazioni potessero avere inizio, e solo una singola centuria a ranghi dimezzati era
presente al forte, al momento.
Sussurrando tra i denti una preghiera alla dea Fortuna, Figulo mescol i dadi per qualche
istante, prima di togliere la mano dallapertura della coppa e lanciarli. Rotolarono fuori dal contenitore,
con il loro tipico acciottolio, per poi fermarsi bruscamente sul tavolo. I legionari si chinarono a fissare i
numeri incisi sulle facce davorio. Figulo allung il collo, mentre la tensione gli cresceva nel petto. Poi
vide i numeri. Aveva ottenuto un paio di uno e un tre. Un totale molto pi misero dei tre sei tirati poco
prima dal suo rivale.
Bleso vince!, esclam uno dei legionari.
Lavversario di Figulo risucchi laria tra i denti. Non fa niente, signore. E, oh, s mi devi
altri cento sesterzi.
Stronzate!, sbott il giovane optio, sbattendo un pugno sul tavolo mentre la dolorosa somma
delle sue perdite al gioco gli si faceva pi evidente. Questo  impossibile! Nessuno pu essere tanto
fortunato, maledizione. Neanche tu.
Il suo oppositore incroci le braccia muscolose sullampio petto e gli rivolse un ghigno
malizioso. La fortuna non centra, signore. Ci vuole tecnica, per lanciare i dadi, sai?  tutta una
questione di polso. Un pensiero sembr passargli per la testa, e sorrise alloptio incupito. Unaltra
partita, magari? E chi vince, vince tutto.
Figulo serr le labbra. Sebbene avesse perso cos tanto, era tentato di accettare comunque
lofferta di Bleso. Stava per acconsentire alla sfida, quando un urlo risuon in lontananza, proveniente
dallaltro lato del forte. Pochi attimi pi tardi, un gelido soffio di vento spazz la mensa e lesiguo
gruppo di ausiliari batavi, intento a fare colazione, alz lo sguardo verso lentrata. Cera un ausiliario,
sulla soglia, con il fiato corto e unespressione terrorizzata sul volto.
Venite!, url ai compagni. Tutti alle porte, subito!.
I Batavi scattarono in piedi, gridando eccitati mentre afferravano armi e armature e correvano
dietro al compagno. Le grida allesterno si fecero pi forti di momento in momento, accompagnate dai
passi pesanti dei soldati sul terreno gelato.
Che sta succedendo?, si domand a voce alta Tito Terenzio Rullo, il veterano pieno di
cicatrici seduto accanto a Figulo.
Il giovane optio si alz di scatto dalla panca e si volse ai compagni, dimenticando per il
momento le perdite al gioco. C un solo modo per scoprirlo. Venite, muovetevi!.
Li condusse fuori dalla mensa, sulla strada principale. Un vento gelido soffiava sul forte,
facendogli bruciare le guance ispide di un ruvido accenno di barba. Le temperature miti delle ultime
settimane sembravano ormai un lontano ricordo. La prima neve dellinverno era arrivata durante la
notte, scendendo dalle cupe nuvole grigie e accumulandosi sui tetti degli edifici e sulle palizzate di
legno che circondavano il forte. Dallaltra parte della strada principale, diversi ausiliari stavano
uscendo da uno dei fortini in legno per capire il motivo di tanto baccano, e nel mentre armeggiavano
con le protezioni raffazzonate e gli elmi rigati. Figulo e i suoi uomini li seguirono, fermandosi presso la
struttura che li ospitava per recuperare protezioni e armi, in caso fossero necessarie.
La neve scricchiolava sotto gli stivali, mentre si avvicinavano al punto da cui sembravano
provenire gli schiamazzi. Lormai familiare e stridente suono di un corno da guerra celtico li raggiunse,
proveniente dallaltra parte della porta del forte, e Figulo sent il cuore accelerare i battiti.
Sembra che i Britanni siano tornati ai loro vecchi trucchi.
Rullo sput a terra. Quei bastardi non imparano mai, eh?.
Figulo sorrise cupamente al compagno. Rullo era luomo pi esperto della sua unit. Il veterano
aveva servito nella Seconda Legione per ventidue anni, e aveva partecipato a ogni genere di battaglia in
lungo e in largo per le province dellimpero, dalla Germania alla Mesia e oltre. Poteva anche contare su
un sano cinismo che controbilanciava loccasionale avventatezza di Figulo. Ma ormai Rullo era alla
fine del servizio nella Seconda Legione. In primavera, avrebbe ricevuto il congedo, insieme a una
piccola indennit e a un modesto appezzamento di terra in qualche lontana provincia. Figulo stava
ancora tentando di abituarsi alla promozione a ufficiale di comando, e quel buon amico gli sarebbe
mancato parecchio.
Erano passati pi di due anni, da quando i Romani avevano messo piede per la prima volta in
Britannia, trovandosi di fronte orde di guerrieri selvaggi spinti alla resistenza dai Druidi, che urlavano
contro gli invasori e imploravano le loro antiche divinit di fare a pezzi il nemico. Figulo e i suoi
compagni erano stati costretti a farsi strada combattendo nellisola, miglio dopo sanguinoso miglio.
Loptio si era trovato a crescere in fretta, nel caos e nella furia della lotta, e adesso aveva pi esperienza
di molti soldati con il doppio degli anni sulle spalle.
I soldati romani oltrepassarono diverse altre strutture vuote, avvicinandosi alla porta pi piccola
costruita sul lato settentrionale del forte. Una ventina di ausiliari si trovava l, nella neve accumulata sul
terreno. Stavano borbottando ansiosamente tra loro. Altri stavano salendo sulla torre di guardia, armati
di giavellotti e archi, per prendere posizione sui contrafforti che davano sul terreno oltre le mura.
Quegli uomini erano la feccia dei ranghi ausiliari, e Figulo dovette trattenersi a forza dal rimetterli in
riga, mentre marciava quasi a passo di corsa verso il pi vicino.
Cosa sta succedendo qui?, domand.
Un convoglio  sotto attacco, signore!, esclam di rimando lausiliario, fin troppo
velocemente, lottando per tenere a freno il panico nella voce. Dei cavalieri durotrigi lhanno assalito
appena dopo il ponte. La colonna di scorta sta per essere sopraffatta.
Rullo fiss luomo con aria daccusa. E voi pensate di restarvene qui senza fare un cazzo?.
Lausiliario sembr stordito dalla ferocia delle parole del veterano. Figulo si costrinse a restare
calmo, mentre osservava i volti degli uomini fuori dalla porta. Nessuno stava ordinando loro di mettersi
in formazione. Si volt verso il giovane ausiliario e digrign i denti.
Chi  al comando, qui?
Il centurione Ambusto, signore. Lausiliario indic in direzione della torre di guardia.
Figulo si incammin subito verso la struttura di legno, con i compagni che lo seguivano da
presso. Rullo ringhi: I Durotrigi hanno davvero le palle, dannazione, ad attaccare un convoglio di
approvvigionamenti cos vicino al forte.
Non mi sembra una coincidenza che abbiano deciso di farlo adesso, comment Figulo,
aggrottando la fronte. Proprio quando siamo cos pochi.
Forse uno degli abitanti del villaggio li ha avvertiti, ipotizz Rullo, stringendosi nelle spalle.
In ogni caso, stanno diventando un po troppo ambiziosi per i miei gusti, signore. Se questi attacchi
continueranno, la legione inizier ad avere seri problemi con le provviste.
Figulo sbuff. Gli anni di aspro conflitto in Britannia avevano inflitto gravi danni alle fonti
locali di cibo. I coltivatori erano stati arruolati negli eserciti improvvisati degli autoctoni, i raccolti
erano marciti nei campi e ora le trib sconfitte dipendevano quasi del tutto dalle legioni per ottenere
razioni di grano e sfamare la popolazione ridotta alla carestia. Ma negli ultimi mesi, i guerrieri nativi
sopravvissuti avevano cambiato tattica. Invece di affrontare le legioni e la loro potenza bellica sul
campo di battaglia, avevano cominciato ad attaccare le vulnerabili vie di rifornimento dellesercito
romano con rapidi agguati, nascondendosi poi nei boschi circostanti. Ogni saccheggio riuscito metteva
sempre pi a rischio le scorte di grano. Il prefetto della guarnigione era gi stato costretto a ridurre le
razioni dei soldati. Se la situazione non fosse cambiata alla svelta, le legioni non avrebbero avuto altra
scelta, se non smettere di distribuire il grano ai villaggi. E poi tutti sarebbero morti di fame.
Figulo sal la scala malferma che conduceva alla piattaforma principale del contrafforte. Un
gruppetto di ausiliari si affollava sulla superficie scricchiolante, pronto a lanciare frecce e giavellotti
contro i nemici, qualora avessero tentato di attaccare il forte. Loptio lanci unocchiata al paesaggio
invernale nei dintorni. Il forte di Lindinis era stato costruito sul terreno pianeggiante accanto a un fiume
tranquillo, con un piccolo ponte che lo collegava alla strada verso nord, quella che conduceva al nuovo
mercato di Aquae Sulis. Un sentiero si dipartiva dalla porta della fortificazione per raggiungere il
ponte. Socchiudendo gli occhi contro il vento gelido, Figulo si concentr sulla strada dallaltra parte del
ponte. E a quel punto li vide.
Gruppi di guerrieri britanni combattevano lungo il pendio sparso dalberi, molti armati di lance
e scudi di vimini. Per la maggior parte, non indossavano armature, e i loro capelli scuri danzavano
lunghi e selvaggi, mentre bersagliavano il convoglio romano con fionde e archi. Diversi ausiliari della
colonna di scorta erano gi a terra, i corpi senza vita infilzati da lance e frecce. Gli uomini rimanenti,
divisi in quattro gruppi, cercavano di difendere i sei carri diretti al ponte, con i guidatori che
schioccavano le loro fruste con tutte le forze, incitando i buoi terrorizzati a procedere.
Dozzine di Britanni si lanciarono in quel momento contro i pochi ausiliari che proteggevano
lultimo carro della fila. I nativi erano aizzati da un capo druido. Luomo era a cavallo, in cima alla
collina, facilmente identificabile per la tunica scura che indossava. Il comandante dei difensori tent di
incitare i suoi uomini, ma fu subito circondato dai razziatori e spar sotto un turbine di colpi violenti.
Dopo i soldati del luogo attaccarono il conducente del carro, abbattendolo in un rapido lampeggiare di
lame. Le urla delluomo arrivarono fino al forte, mentre implorava piet. Poi si interruppero di colpo,
quando uno dei Durotrigi lo infilz con la lancia, trapassandogli la schiena.
Figulo si gir e cerc il centurione, mentre il sangue gli pulsava violento nelle vene. A meno
che non avessero agito con un perfetto coordinamento, il convoglio era spacciato. E il forte non poteva
permettersi di perderne un altro. Tuttavia, non cera nessuno a dare ordini alle truppe. Figulo individu
infine Ambusto pi avanti sulla passerella di legno. Lufficiale era bloccato sul posto, le dita serrate sul
suo bastone di legno, mentre osservava con orrore il massacro al di l del ponte. Sembrava fin troppo
giovane per il suo grado, quasi un suo coetaneo.
Merda, merda!, sibil, con le labbra tremanti. Druidi.
I Batavi provavano un misto di timore e rispetto per loro, ed era chiaro che il centurione fosse
terrorizzato allidea di combatterli. Ma non era cos per il giovane gallo, che, con la massima decisione
e lucidit, afferr il centurione per una spalla e gli indic la scorta nei guai.
Signore! Dobbiamo salvare il convoglio prima che quei bastardi saccheggino tutto il grano!,
esclam, in tono duro.
Cera il rischio che il centurione potesse considerare uninsubordinazione il fatto che un
soprannumerario  tra laltro un semplice optio  interferisse con il suo comando ma non cera il tempo
di preoccuparsene. Ambusto sbatt le palpebre, e di colpo si scosse dal terrore che lo bloccava.
S, s, borbott, annuendo verso Figulo. Sollev la testa e richiam gli uomini. Tutti alle
porte! Radunatevi e state pronti a uscire!.
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Capitolo 2.
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Gli ausiliari si lanciarono in azione, mettendosi subito in formazione secondo gli ordini del
centurione Ambusto. Figulo e i suoi si posizionarono in prima linea. Il giovane optio sperava che la
vista dei Romani davanti alla formazione aiutasse gli spaventati Batavi a prendere coraggio. Il loro
morale era crollato, dopo i mesi trascorsi in quel forte sperduto, circondati da ogni parte dai nemici di
Roma. Come centurione, Ambusto era obbligato a guidare lattacco. Prese posto accanto a Figulo,
nervoso e agitato.
Il gallo si guard intorno. Il forte, al momento, poteva contare su una quarantina duomini, pi o
meno lo stesso numero dei nemici che li attendevano oltre il ponte. Ambusto ordin ad alcune guardie
di restare dietro le fortificazioni. Poi intim che le porte fossero aperte e i due ausiliari che se ne
occupavano fecero scivolare fuori dai ganci la pesante sbarra che le teneva chiuse, iniziando a
spalancare i battenti di legno rinforzato. Oltre le mura, Figulo riusc a sentire le grida di guerra dei
nemici, mentre continuavano a massacrare i difensori del convoglio. Ci fu un tintinnante sibilo
generale, quando Ambusto ordin di sguainare le spade, e gli ausiliari sfilarono le armi dai foderi.
Figulo strinse le dita sullimpugnatura orizzontale dello scudo. Sent il cuore martellargli nel petto,
come sempre poco prima di uno scontro.
Le porte si aprirono con un cigolio assordante. Ambusto url ai suoi uomini di marciare a passo
veloce fuori dal forte. Iniziarono ad avanzare verso il ponte, le armi che scintillavano sotto ai primi
raggi del sole del mattino. Figulo procedette in prima linea, accanto ai compagni. A un centinaio di
passi di distanza, riusc a vedere i guerrieri britanni lanciarsi sul ponte. Alcuni erano armati di frombole
e archi. Altri brandivano le tradizionali spade celtiche. Meno di una dozzina di ausiliari ormai restava a
guardia dei carri, e i Britanni li stavano soverchiando. Figulo vide diversi guerrieri lanciarsi verso il
carro pi vicino sul ponte, mentre il guidatore crollava al suolo. Con uno sforzo unanime, i Britanni
rovesciarono il carro oltre il parapetto del ponte. Il veicolo piomb nel fiume con un tonfo assordante, e
le anfore piene di prezioso grano che trasportava si schiantavano in mille pezzi. Un altro gruppo di
Britanni fece la stessa cosa con il carro successivo, che aveva ancora il suo bue legato ai finimenti.
Lanimale mugg, terrorizzato, mentre finiva in acqua, dibattendosi con violenza.
Figulo si gir verso i compagni. Indic i Durotrigi con la punta della spada. Dobbiamo evitare
che rovescino altri carri! Venite!.
I guerrieri che stavano attaccando il convoglio sentirono i passi pesanti dei soldati che li
caricavano. Alcuni di quelli intenti ad assaltare i mezzi pi vicini diedero le spalle al carro e iniziarono
a lanciare proiettili contro gli uomini in arrivo. I legionari sollevarono in tutta fretta gli scudi, che
deviarono frecce e sassi con le loro superfici curve, con una serie di tonfi sordi. Con un urlo di sfida, i
Britanni brandirono le spade e si lanciarono sui Romani in avvicinamento al ponte.
I due gruppi si scontrarono in uno scintillante turbinio di lame e punte di lancia, accompagnato
dai tonfi violenti degli scudi che paravano i colpi. I Britanni si gettarono con forza contro gli avversari,
attaccandoli con le loro spade lunghe. I legionari serrarono i ranghi, rispondendo con parate difensive e
affondi misurati, in gesti ormai memorizzati da tempo attraverso le infinite esercitazioni. Laria fu ben
presto piena del tintinnio raschiante dellacciaio contro lacciaio. Figulo sapeva bene che il loro era un
attacco disperato. Lunica speranza era quella di abbattere pi avversari possibile, in modo da dare il
tempo ai carri rimasti di raggiungere la sicurezza del forte.
Il guerriero davanti a lui gli si lanci contro, con i muscoli del collo gonfi e lespressione
contorta in un ringhio feroce. Con un lampo di terrore, Figulo vide che il torso nudo delluomo era
coperto dagli strani tatuaggi che indicavano i seguaci del culto dei Druidi. Il durotrigio si allung in un
affondo diretto alla gola del giovane gallo. Figulo sollev di scatto lo scudo, parando lattacco, e poi lo
abbass subito dopo, senza attendere che lavversario si rimettesse in guardia, spingendo la punta della
spada contro di lui. La lama gli penetr nel fianco con un suono rivoltante, e il britanno annasp per il
dolore mentre loptio liberava la spada. Il guerriero croll a terra, maledicendo il nemico con lultimo
respiro che gli restava.
Figulo si gir verso il successivo avversario, mentre il sangue gli pulsava con forza nelle vene.
Laria era ormai carica dellodore di sangue e sudore. Un guerriero arruffato e vecchio si lanci su di
lui, la punta scintillante della spada diretta alla gola del giovane. Il gallo si scost di lato, avvertendo
una lancinante fitta di dolore quando la lama gli graffi il collo. Serr i denti e arretr di un passo. Poi
si port una mano alla ferita, e sent il sangue scorrergli caldo sulla pelle. Il durotrigio rest a distanza
di sicurezza, ma un ghigno crudele gli distorse i lineamenti.
Sanguini, romano, sibil, in un rozzo latino. Snud i denti e Figulo riusc a sentire il fetore
del suo respiro. E adesso sei mio!.
In un lampo, il guerriero gli si lanci addosso, colpendo con forza il suo scudo. Ma il britanno
era vecchio, come tanti dei veterani che si erano ritirati nei boschi per continuare la loro testarda
resistenza alla conquista romana. Non poteva sperare di superare fisicamente il possente, giovane
Gallo. Ignorando il dolore che gli faceva pulsare la ferita aperta, Figulo spinse con forza lo scudo
contro lavversario e poi lo attacc con la spada, mirando al collo. Il britanno grugn, quando la punta
lo raggiunse, infilzandolo. Ondeggi per un attimo, abbassando lo sguardo incredulo sulla lama che gli
sporgeva dalla gola. Loptio stratton indietro larma e il guerriero croll al suolo, sanguinante e privo
di vita.
Coperto di sudore, Figulo si guard intorno. Nonostante i Romani non fossero pi numerosi dei
loro avversari, i Britanni non potevano sperare di competere con gli ausiliari meglio equipaggiati e,
ispirati dallesempio del giovane gallo, i Batavi adesso stavano facendo a pezzi i nemici. Il ponte era
viscido di sangue. La met dei carri del convoglio era stata distrutta, a quanto Figulo aveva visto. Gli
altri tre non erano in pericolo, per il momento, ma era fondamentale che i soldati sfruttassero il
vantaggio ottenuto e respingessero i nemici abbastanza a lungo da permettere ai veicoli di superare il
ponte.
Il giovane optio riport lo sguardo sulla struttura appena in tempo per vedere un guerriero che
lo stava caricando con un urlo belluino. Figulo reag allistante, piantandogli la spada nel ventre.
Luomo arretr di un passo, prima di cadere oltre il parapetto, finendo nel fiume tra i resti dei carri
distrutti, mentre lacqua si tingeva di sangue. Il gallo incit gli uomini e i Britanni iniziarono a
ripiegare, ritirandosi dal ponte quando capirono che la battaglia stava cominciando a volgere del tutto a
loro sfavore.
Finiteli!, rugg Figulo ai compagni, puntando la spada contro gli avversari in rotta.
Uccideteli tutti!.
Un coro di urla entusiastiche si lev nellaria, mentre i Batavi seguivano il giovane lanciandosi
oltre il ponte e abbattendo i Britanni in fuga. Le grida disperate dei Durotrigi trucidati si fecero sentire
poco dopo. Sul crinale della collina, il druido cerc di incitare i suoi uomini, ordinando loro di
continuare a combattere. Ma i guerrieri, di fronte a un nemico organizzato e determinato, avevano
perso coraggio, e per la maggior parte diedero le spalle al ponte e fuggirono verso la collina coperta
dalberi, nel disperato tentativo di sfuggire al massacro in atto.
Fai liberare il ponte dai cadaveri, signore!, sugger Figulo ad Ambusto. Dobbiamo far
entrare quei carri nel forte!.
Il centurione annu, per poi latrare un ordine a quattro dei suoi. Gli ausiliari iniziarono a
spostare in tutta fretta i cadaveri dei nemici che impedivano il passaggio ai carri. Quando la strada fu
un minimo pi libera, i carrettieri spinsero i buoi oltre il ponte, i loro muggiti e sbuffi nervosi
accompagnati dal cigolio delle ruote sugli assi non abbastanza lubrificati. Piccoli gruppi di guerrieri del
luogo si fermarono a una certa distanza dai legionari. Alcuni tentarono ancora di lanciare contro i
nemici proietti e giavellotti, ma la loro mira non era precisa, e per la maggior parte, i colpi non
arrivarono a segno. Alcuni degli ausiliari corsero avanti, intenzionati a inseguire i Britanni che
fuggivano su per la collina, ma Figulo ordin di fermarsi e di proteggere i carri rimasti, intenti ad
attraversare il ponte.
Quando lultimo veicolo fu passato, Ambusto richiam i suoi uomini. I soldati si voltarono e
tornarono a passo di marcia verso il forte, lasciandosi alle spalle i carri distrutti, in parte sommersi dalle
gelide acque del fiume. Figulo corse al fianco dei compagni, il respiro che gli si condensava in nuvole
di vapore davanti al viso e larmatura che tintinnava a ogni passo. Stava sudando copiosamente e la
spessa tunica invernale gli si era incollata alla pelle, sotto alle protezioni. Loptio si ferm per un
attimo, ansimando, e si guard alle spalle, in tempo per vedere alcuni Britanni che si lanciavano
allinseguimento sul ponte, nellultimo disperato tentativo di uccidere qualcun altro degli odiati
avversari. Il gruppo di ausiliari rimasto nel forte lanci contro di loro una salva di frecce e giavellotti,
dallalto dei camminamenti delle mura. I proietti raggiunsero e uccisero tre guerrieri, costringendo gli
altri a una disordinata fuga.
Qualche attimo dopo, Figulo e i suoi rientrarono nel forte, dietro allultimo carro della fila. Gli
ausiliari sui camminamenti acclamarono a gran voce loro e i compagni Batavi mentre le porte si
chiudevano. Gli uomini si lasciarono cadere al suolo, esausti. Figulo si sfil lelmo, i muscoli doloranti
per lo sforzo, il cuore che continuava a martellargli nel petto. In lontananza, riusciva ancora a sentire le
urla infuriate dei Britanni, sempre pi distanti mentre si disperdevano nei boschi. Riprendendo fiato,
osserv una mezza dozzina di inservienti affrettarsi in direzione delle porte dallinfermeria, portando
con loro delle barelle per trasportare chi era rimasto ferito nello scontro. Un rapido controllo assicur a
Figulo che tutti i suoi uomini erano sopravvissuti. Tuttavia, diversi ausiliari erano dispersi. I loro
compagni erano seduti sulla pavimentazione del forte, volti e armature sporchi di sangue nemico.
Rullo si asciug il sudore dalla fronte e borbott: Un caldo infernale, signore.
Figulo annu. Perlomeno, abbiamo salvato il grano.
O quel che ne resta, ribatt il veterano, secco.
Gli uomini restarono in silenzio, mentre il centurione Ambusto ordin che i carri recuperati
fossero condotti al granaio e scaricati. Met dei rifornimenti di quel convoglio erano andati perduti.
Soltanto tre carri erano giunti al forte intatti. Figulo deglut rumorosamente. Tre carri, che erano costati
la vita di molti ausiliari della guarnigione e di quelli che scortavano il convoglio. Quelle provviste
avrebbero nutrito gli uomini del forte tuttal pi per un altro mese. Ma con le riserve di cibo gi ridotte
allosso, il prefetto non avrebbe avuto altra scelta se non diminuire ancora di pi le magre razioni
fornite ai nativi.
Una rabbia amara gli strinse il cuore. Il futuro, per gli abitanti di Lindinis, si prospettava
incerto. Molti di loro sarebbero morti di fame, durante linverno. A meno che altri convogli di grano
non fossero riusciti a raggiungere il forte, la popolazione, gi inquieta, avrebbe iniziato a prendere
seriamente in considerazione di ribellarsi. Figulo sbatt le palpebre per allontanare il sudore dagli
occhi, mentre guardava i soldati feriti che venivano portati via in barella, di colpo consapevole del
dolore bruciante al collo. Si sfior la ferita e fece una smorfia. Rullo lo stava osservando.
Dovresti andare in infermeria e farti controllare quella ferita, signore, gli sugger,
sogghignando. Non puoi morire adesso e perderti tutto il divertimento, ti pare?
No, rispose cupamente loptio. Immagino di no.
Lasci Rullo al comando degli uomini e si allontan verso linfermeria, la mente offuscata dalle
preoccupazioni. I Durotrigi avevano opposto una fiera resistenza, l fuori sul ponte. Ed erano ben
armati. Finch avessero continuato a opporsi a Roma, non ci sarebbe potuta essere alcuna pace duratura nellisola.
...
.
...
Capitolo 3.
...
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...
Sta fermo, optio. Questo ti far male.
Figulo era seduto su uno sgabello della piccola infermeria, mentre il chirurgo immergeva uno
straccio macchiato di sangue in un bacile dacqua sporca. Le grida di dolore dei feriti riecheggiavano
nellambiente, e intanto gli inservienti continuavano ad arrivare, trasportando i soldati che avevano
riportato delle ferite nello scontro fuori dalle mura.
 solo un graffio, ribatt, serrando la mascella per la frustrazione. Un soldato era prono sulla
branda di fronte, il volto pallido mentre aspettava di essere medicato. Figulo si sentiva a disagio a
essere curato mentre altri ne avrebbero avuto molto pi bisogno di lui.
Il chirurgo gli agit davanti al viso un dito ossuto. Ah, ma anche la pi piccola ferita pu
infettarsi. Non ci vorr che un attimo. La laver e la ricucir. Sarai di nuovo in piedi prima di quanto
immagini.
Allora vediamo di farla finita, ringhi lui. Aveva paura degli aghi, e lidea dei punti lo
terrorizzava. Ma non disse nulla e serr le labbra, mentre il chirurgo gli passava lo straccio umido sul
collo. Poi cerc un ago e del filo, e Figulo avvert unacuta puntura, quando lo strumento gli perfor la
pelle.
Non mi pare di averti mai visto al forte, prima dora, comment con calma il chirurgo,
mentre gli ricuciva la ferita con le lunghe mani magre. Sei nuovo di queste parti, presumo.
Sono con la Sesta Centuria, Quinta Coorte, Seconda Legione, spieg Figulo. Io e i miei
uomini siamo appena arrivati. Da quello che ho visto finora, prima ce ne andremo e meglio sar.
Il medico sorrise appena. Un sentimento che molti condividono, riguardo a questo posto, temo.
O meglio, quelli che ci sono rimasti. Questa coorte ha perso troppi uomini a causa dei Druidi. E ora
siamo davvero allo stremo.
Cosa  accaduto al resto dei soldati?.
Il chirurgo inarc un sopracciglio. Non lhai saputo?. Schiocc la lingua. Qualche settimana
fa, un altro convoglio  stato attaccato nelle vicinanze del forte. Un centurione avventato ha deciso di
inseguire il nemico fino alle paludi a occidente. I suoi uomini sono rimasti bloccati nella melma e sono
stati attaccati. Solo un piccolo gruppo  riuscito a sfuggire alla trappola.
Figulo alz lo sguardo sulluomo, tentando di non fissargli le mani che continuavano a lavorare
alacremente con lago. E gli altri?
Per la maggior parte, sono stati uccisi. Alcuni si sono arresi, ma sono stati torturati e
giustiziati, replic il chirurgo. I loro corpi sono stati scuoiati e legati a pali vicino alle paludi. Come
monito per gli altri. Da allora, nessuna pattuglia di ausiliari ha osato aggirarsi in quella zona.
Figulo sbuff, in tono derisorio. Gli uomini della Sesta Centuria non si sarebbero cacati sotto a
quel modo.
Se lo dici tu, optio. Abbiamo quasi finito.
Il chirurgo termin di chiudere la ferita e leg il filo rimasto con un piccolo nodo. Si scost e si
lav le mani insanguinate, ammirando il lavoro appena concluso.
Ecco fatto. Come nuovo.
In quel momento, la porta si apr e Figulo sollev la testa, in tempo per veder entrare un
inserviente. Optio Orazio Figulo?.
Il gallo annu. Sono io.
Linviato imperiale richiede la tua presenza, signore.
Adesso?, domand lui, sfiorandosi i punti con una mano. Proprio adesso, dannazione?.
Linserviente annu seccamente con il capo. Ha detto cos, signore.
Senza attendere risposta, luomo si gir e usc in fretta nel corridoio. Con un profondo sospiro,
Figulo si alz e lo segu. I due superarono le file di feriti sdraiati su barelle sporche di sangue
ammucchiate nel passaggio. Medici e aiutanti dallaria stanca passavano dalluno allaltro per valutare
rapidamente le ferite e prenderne nota sulle loro tavolette di cera.
I gemiti dei soldati feriti svanirono alle spalle dei due, quando attraversarono il campo
daddestramento e raggiunsero ledificio di comando, al centro del forte. Linserviente accompagn
Figulo oltre lentrata e un corridoio pieno di spifferi, illuminato da lampade di sego fissate a ganci di
ferro sui muri. In fondo al corridoio, luomo gir a destra, mostrando al gallo una stanza arredata con
mobilio modesto. Dei ciocchi di legno crepitavano in un piccolo focolare in un angolo, offrendo un
minimo di calore contro il gelo invernale. Un uomo dai capelli grigi era seduto dietro alla scrivania,
con un mantello di lana dallaria costosa drappeggiato sulle spalle. Linserviente si ferm sulla soglia e
si schiar la voce. Numerio Scilla, il messo imperiale arrivato da Roma, alz lo sguardo dal mucchio di
documenti davanti a lui e piant i suoi penetranti occhi su Figulo.
Lasciaci soli, esord, accennando allinserviente di allontanarsi.
Luomo si gir e usc. Scilla spinse di lato i documenti e si pieg in avanti, sul tavolo. Un
vassoio di legno con del montone grigliato e del pane era di fronte a lui, insieme a una coppa di aceto e
una di salsa di pesce. Figulo si sent brontolare lo stomaco alla vista del cibo. La regola delle razioni
ridotte, a quanto pareva, non si applicava agli ufficiali anziani al diretto servizio dellimperatore.
Scilla si accigli, notando la ferita suturata delloptio. Sembra una brutta ferita.
Guarir.
Il messo imperiale fece una smorfia. Un vero peccato che i tuoi sforzi siano stati quasi del tutto
vani. Ho saputo dal centurione Ambusto che met del grano  andata persa, insieme a quasi tutta la
scorta di ausiliari che difendeva il convoglio. Ora i nativi dovranno sopportare altre sofferenze, a causa
dei Druidi.
Figulo lott per trattenere la rabbia. Non c stato altro che potessimo fare. I Britanni hanno
colpito il convoglio prima che raggiungesse il forte. Il tempo di radunare gli uomini, ed era gi troppo
tardi.
Scilla lo guard con astio per un attimo, prima di scuotere la testa con forza. Non importa. Non
ti ho chiamato qui per ascoltare delle scuse. Ho bisogno che inizi subito il tuo incarico da guardia del
corpo. Vai a fare rapporto alla sala reale. Il re Trenagaso ti aspetta. Tu e i tuoi uomini sarete ospitati nel
palazzo del sovrano. Molto meglio cos, che dover fare avanti e indietro dal forte, concorderai.
Immagino di s, replic Figulo, rassegnandosi cupamente a trascorrere i giorni successivi
bloccato nel rozzo insediamento dei nativi, circondato dagli abitanti del villaggio, molti dei quali
avrebbero senzaltro preferito farlo a pezzi che accoglierlo.
Il re ha molti eventi in programma per oggi, continu Scilla. In primo luogo, dovr
incontrarsi con i nobili del luogo. Una fredda risata gli sfugg dalle labbra. Quelli che non sono stati
arrestati, intendo. Gli altri si sono affrettati a offrire il loro totale supporto al sovrano, ora che ha
lappoggio di Roma alle spalle. Dopo lincontro, il re parler con il popolo, descrivendo tutti i
cambiamenti che intende apportare a questo regno barbarico. E ce ne saranno molti.  chiaro che ci
vorr uno sforzo sovrumano per dare una parvenza di civilt a questi selvaggi irresponsabili, e farli
diventare dei validi alleati.
Figulo serr le mascelle per trattenere la rabbia di fronte agli insulti del messo verso le
popolazioni del luogo. Spesso, generali e messi imperiali dimostravano una sconvolgente mancanza di
rispetto nei confronti dei Britanni e delle loro usanze. Per i Romani, gli abitanti di quelle terre erano
poco pi che barbari selvaggi senza un minimo di cultura o civilt. Di fronte a quelle manifestazioni di
disgusto, Figulo si chiedeva, talvolta, perch mai Roma avesse deciso di invadere lisola, allora.
Naturalmente, presentarsi in pubblico non sar scevro di rischi, per lui, continu Scilla. Tu e
i tuoi uomini dovrete vigilare, soprattutto ora che sappiamo che i Druidi della Luna Nera stanno
tramando contro il re.
Figulo irrigid i muscoli per la tensione. I Druidi della Luna Nera erano una setta di fanatici
estremisti che si era rafforzata nel tempo in tutta la provincia, reclutando giovani disillusi tra le sue fila.
Figulo aveva combattuto contro di loro durante lestate precedente e, come tanti altri legionari, aveva
sentito parlare delle orribili torture che i leali seguaci della setta riservavano agli sfortunati Romani da
loro catturati.
Se ci preoccupano i Druidi della Luna Nera, perch non annulliamo il discorso del re?,
sugger.
Scilla lo guard storto. Trenagaso sta tentando di romanizzare la capitale tribale pi ostile
della provincia. E pu farlo unicamente da una posizione di forza. Se inizier a posporre i suoi impegni
pubblici, i locali penseranno che ha paura dei Druidi. Sembrer debole ai loro occhi, optio, e tu per
primo dovresti sapere che questi Celti rispetteranno soltanto un sovrano che si dimostri forte. Fece una
pausa, prendendo un sorso di vino. Come precauzione, comunque, ho ordinato al prefetto Cosconiano
di far restare alcuni dei suoi uomini nella capitale, durante i festeggiamenti, e di controllare gli abitanti
del villaggio. Tre centurie, per la precisione.
Figulo si massaggi la mascella. Ci aspettiamo dei problemi?
Problemi?, ripet Scilla, inarcando un sopracciglio. Poi rise, cinico. Ne abbiamo gi fin
troppi, optio. Il precedente re dei Durotrigi  stato deposto, e al momento  nostro prigioniero, insieme
a cinquanta dei suoi sostenitori pi leali. Quei fanatici dei Druidi stanno spargendo voce che il nuovo
sovrano  solo un fantoccio di Roma, e vogliono assassinarlo. E, a peggiorare le cose, dobbiamo anche
affrontare il guaio delle razioni di grano sempre pi esigue.
Scilla sospir e si abbandon contro lo schienale della sedia. Sembrava di colpo vecchio e
stanco, agli occhi di Figulo. I liberti greci che servivano limperatore Claudio si occupavano
dellamministrazione giornaliera dellimpero, e le pressioni costanti a cui quelluomo era sottoposto
sembravano esigere da lui un pesante tributo.
Questultimo attacco ci metter ancora pi in difficolt con la gestione delle provviste. Non
potremo fare altro che smettere di dare grano alle popolazioni locali.
Figulo si sent stringere lo stomaco in una morsa dansia. Ma se taglieremo le loro razioni,
qualcuno di loro non riuscir a passare linverno.
Per questo  imperativo che tu protegga a tutti i costi il re. Se Trenagaso riuscir a tenere a
bada la minaccia dei Druidi, potremo assicurarci che le provviste necessarie ci arrivino senza ulteriori
problemi. Questo ci permetter di placare lirrequietezza dei nativi e di estendere le nostre operazioni
nellarea. Altrimenti, la nostra posizione in questo regno sar in pericolo.
Cosa intendi?, volle sapere Figulo, accigliandosi.
Scilla spieg: Il generale Plauzio intende usare Lindinis come testa di ponte per unavanzata
totale a occidente, in primavera, schiacciando le trib che ancora si oppongono e mettendo fine alle
ultime sacche di resistenza in questa maledetta zona. Ma se i Druidi della Luna Nera dovessero riuscire
ad assassinare Trenagaso, le nostre ambizioni in queste terre subiranno un colpo fatale. Senza il nostro
uomo sul trono dei Durotrigi, le nostre operazioni verranno rallentate o bloccate. Con tutta probabilit,
saremmo costretti a unumiliante ritirata da Lindinis. Si pieg in avanti sulla scrivania e fiss
duramente Figulo. E non ho bisogno di farti sapere come verrebbe presa la notizia nel palazzo
imperiale, giusto? Limperatore non mostrerebbe alcuna piet per coloro che, nella sua visione delle
cose, lo avrebbero tradito.
La minaccia rest sospesa nellaria come un coltello. Figulo deglut a vuoto e tent di sembrare
sicuro di s. Puoi contare su di noi. Io e i ragazzi faremo del nostro meglio per proteggere il re.
Allora spero che il vostro meglio sia abbastanza, per il bene di tutti noi.
Il messo imperiale torn a volgere lattenzione al mucchio di documenti sulla scrivania,
osservandoli mentre continuava a parlare.
Ti suggerisco di avvertire subito i tuoi uomini. Vi raggiunger a Lindinis pi tardi, quando il
re dovr fare il suo discorso. Nel frattempo, devo scrivere il rapporto da mandare a Roma. Scilla
sorrise appena. Se tutto andr come deve andare, i Durotrigi diventeranno dei buoni alleati
dellimpero, tra non molto. E a quel punto, tu riceverai la promozione a centurione e io potr
andarmene da questa maledetta isola per tornare nellUrbe. Francamente, non vedo lora. Questo
orribile clima non va bene per me.
Figulo annu, cercando di non mostrarsi sorpreso che Scilla sapesse della promozione che gli
era stata promessa dal nuovo legato della Seconda Legione, Lucio Eliano Celere. Lattuale centurione
della Sesta Centuria era stato assegnato ai Pretoriani a Roma. Il legato aveva assicurato a Figulo che,
non appena avesse terminato la missione con il messo, quel posto sarebbe stato suo. E lui provava allo
stesso tempo timore ed eccitazione allidea di diventare un centurione.
 tutto, concluse seccamente Scilla. Ora puoi andare.
Figulo si allontan dalla stanza del messo imperiale e lasci ledificio di comando. Ripercorse
la strada principale del forte, sentendosi come se qualcuno gli avesse posato un peso immenso sulle sue
giovani spalle. Doversi assumere la responsabilit di proteggere il nuovo re dei Durotrigi lo riempiva di
timore. Era un soldato esperto, ma quel compito non somigliava a nulla che avesse affrontato fino ad
allora. Difendere Trenagaso dai suoi numerosi nemici mentre lui si accingeva a romanizzare la trib pi
riottosa dellintera Britannia sarebbe stata la sfida peggiore che fino a quel momento si era trovato ad
affrontare.
Raggiunse la struttura di legno che ospitava il suo distaccamento. I suoi uomini erano tornati
agli alloggi, dopo lo scontro di quella mattina. Erano seduti l, a parlare tra loro a voce bassa e a
prendersi cura dellequipaggiamento. Bleso stava insegnando a un altro legionario a giocare a dadi.
Figulo cerc Rullo e gli ordin di radunare i soldati. Gli uomini si misero rapidamente in formazione
davanti a lui, dritti sullattenti.
Molto bene, signori. Inizieremo il nostro incarico da guardie del corpo questoggi, cominci,
a disagio, cercando di sembrare autoritario. Quattro di noi si alterneranno nella protezione diretta del
re. Questo significa che faremo tre turni di guardia ciascuno, in totale, e ognuno durer otto ore. Io sar
a capo del primo turno. Rullo, Helva, Bleso, con me. Vazia, Sceva, Quadrato, Pulcro: voi vi occuperete
del secondo turno. Abito, Albino, Naso, Sura: il terzo star a voi.
Figulo fece una pausa e osserv i suoi uomini, fissando ogni legionario dritto negli occhi.
Fate attenzione. Resteremo a Lindinis finch il nostro compito andr avanti, quindi
assicuratevi di portarvi dietro tutto lequipaggiamento. Se trovo qualcuno a dormire sul lavoro, si
ritrover nella merda fino al collo. Letteralmente. Di servizio alle latrine per un mese.
Era una battuta poco riuscita, e qualcuno dei soldati alz gli occhi al cielo; ci nonostante, ebbe
leffetto desiderato di farli rilassare almeno un po.
Ovviamente, Trenagaso non  molto popolare tra gli abitanti di Lindinis, soprattutto per i
cambiamenti che ha deciso di imporre. Di certo ci sar qualcuno che avr voglia di eliminare il nuovo
re. Il nostro dovere  assicurarci che non gli si avvicini abbastanza da poterlo attaccare. Fate il vostro
lavoro e torneremo tutti alla Seconda Legione in breve tempo. Sogghign. E a quel punto, potremo
riprendere le attivit che sappiamo fare meglio. Nel caso di Bleso, scoparsi quante pi prostitute brutte
gli riesca.
Gli uomini ridacchiarono. Figulo lanci uno sguardo alle file di soldati, soddisfatto di vedere i
suoi uomini pronti al compito che li aspettava. Sesta Centuria!, esclam. Rompete le righe e pronti
a partire!.
Figulo si sent cogliere da unondata dansia, allidea di intraprendere il ruolo di guardia del
corpo. Non era un capo nato, e spesso gli sembrava di trascinarsi da un giorno allaltro, sempre sul
punto di commettere un errore irreparabile che lavrebbe reso inviso agli uomini.
E la situazione non poteva essere pi disperata di cos. Il messo era stato molto chiaro. Il
controllo di Roma su Lindinis e le terre limitrofe era appeso a un filo sottile. Se il nuovo re voluto
dallimpero fosse stato assassinato, lostilit che serpeggiava tra i Durotrigi avrebbe rapidamente
inghiottito Lindinis, prima di espandersi a tutte le regioni circostanti. La catena di forti romani che
controllavano il regno sarebbe stata senza dubbio spezzata. E lesercito imperiale in Britannia sarebbe
stato costretto a unumiliante ritirata, da cui forse non si sarebbe mai pi ripreso.
...
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...
Capitolo 4.
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...
Aveva smesso di nevicare, quando Figulo e i suoi compagni uscirono dalle porte principali sul
lato est del forte per intraprendere la breve marcia verso linsediamento a sud. A ovest
dellaccampamento si estendeva una vasta distesa di paludi, che si stagliavano fin dove locchio poteva
giungere. Figulo si sent stringere lo stomaco per lansia, mentre controllava i dintorni. Lui e i suoi
uomini erano sul confine del territorio controllato dai Romani in Britannia. Oltre il forte cera una terra
che le legioni non avevano ancora conquistato, popolata da trib che ancora si opponevano a loro.
Un fetore rivoltante li accolse quando oltrepassarono le solide porte di legno allentrata
dellinsediamento dei Durotrigi. Non cera un impianto fognario degno di quel nome, e i liquami si
raccoglievano nelle strade, aggiungendosi allodore che emanava dai mucchi di letame ammassati fuori
dalle case fatte di canne e fango. La neve sul terreno si mischiava agli escrementi, formando una
fanghiglia scivolosa e bruna, e Figulo e i suoi uomini dovettero fare attenzione a dove mettevano i piedi
per evitare di cadere. Il fumo saliva dalle piccole aperture sui tetti delle abitazioni, e una bassa cortina
di fumo di legna stazionava sul villaggio, oscurando il cielo.
Gli uomini del luogo  arruffati, con i volti scarni per i mesi in cui erano sopravvissuti solo
grazie a magre razioni di farinata dorzo  fissarono i Romani con aperta ostilit, mentre procedevano
lungo la strada principale. Lattacco al convoglio e la perdita delle razioni di grano li avevano resi
ancora pi ansiosi, peggiorando un morale gi basso. Alcuni di loro, pi arditi, rivolsero volgari insulti
a Figulo e ai suoi dalloscurit dei vicoli laterali del villaggio.
Rieccoci nella fossa puzzolente, mugugn Bleso. Dobbiamo davvero aver fatto infuriare gli
di, per meritarci questo, ve lo dico io.
Perch i locali ci odiano tanto, signore?, domand il legionario pi giovane tra loro.
Pensavo che fossero i Druidi quelli che tolgono loro tutto il grano.
Gaio Arrio Helva era tra le nuove reclute giunte in Britannia qualche mese prima. Le riserve
erano state inviate da Gesoriacum per ricostituire i ranghi della Seconda Legione, decimati dai due anni
di brutali scontri sullisola remota. Figulo sapeva, dalle recenti esperienze, che era difficile, per le
nuove reclute, guadagnarsi il rispetto dei veterani, ma Helva fino a quel momento era riuscito a tenere
il passo senza troppi problemi. Il ragazzo, nato nelle campagne della Campania, era infallibile con il
giavellotto, aveva la vista di un falco e si era adattato rapidamente alle difficolt della vita militare
romana.
Perch noi abbiamo cibo a sufficienza, ragazzo, interloqu Rullo. E perch la vita, per loro, 
peggiorata, da quando ci siamo noi, invece di migliorare. E per i Britanni  pi conveniente incolpare
noi, che i loro consanguinei.
Bleso sbuff forte dalle narici dilatate. Dannata politica. Saremmo dovuti essere a Calleva,
adesso, a goderci un boccale di vino con gli altri, al Cinghiale Ubriaco. Non avremmo dovuto passare
linverno nel buco pi sperduto dellimpero, in mezzo a questi barbari.
Figulo lanci unocchiataccia al soldato. Abbassa la voce, gli intim, osservando con ansia i
Britanni ai lati della strada.
Perch, temi che ci sentano, signore?. Bleso accenn a un gruppetto di scarni ragazzi nativi,
che li fissavano con lespressione cupa e piena di risentimento di un popolo sconfitto. Il Vesuvio ha
pi probabilit di eruttare, che questa feccia di parlare latino.
Per ora, forse, replic Figulo a mezza voce.
Pensi davvero che il re riuscir a romanizzare questa gente, signore?, domand Helva.
Dipende, rispose loptio, con unalzata di spalle. I Durotrigi sono bastardi tenaci, ma perfino
loro dovrebbero poter capire che non ha senso continuare a opporre resistenza, ora che li abbiamo presi
a calci. Se il re riuscir a convincerli dei benefici che avranno a stare dalla nostra parte, potrebbe
farcela, con un po di fortuna.
Bleso borbott e scosse la testa. Mi spiace, signore. Ma questa gente ci odia a morte. Pi di
qualsiasi altra trib in Britannia, temo.
Non importa ci che pensa la gente del luogo, controbatt Rullo. Il re ha il supporto di quel
vecchio caprone di Claudio. Un attacco a Trenagaso  un attacco allimperatore in persona. E finch
avr la Seconda Legione a guardargli le spalle, il sovrano manterr saldo il culo sul trono.
Sempre che non tiri troppo la corda con il popolo, soggiunse Figulo.
Rullo scosse la testa. Il messo imperiale lo guider. Se  saggio, il re terr un basso profilo
finch il morale non si sar risollevato. Credimi, signore. Tra un anno o poco pi, questa gente si godr
i combattimenti tra gladiatori e adorer Nettuno e Minerva insieme alle sue divinit.
A me basta che i cambiamenti voluti dal sovrano comprendano qualche osteria decente, per il
resto non ha alcuna importanza quello che far, comment Bleso. Non mi dispiacerebbe una coppa
di buon vino Falerno, al momento, a essere sincero.
Rullo scoppi a ridere. Da quando ti basta una sola coppa? O una sola puttana, per quello che
conta.
Bleso si gir a guardare il veterano, incupito. Stai davvero insinuando che io sia un donnaiolo
ubriacone che si preoccupa soltanto di soddisfare i suoi pi bassi istinti?
Esatto,  proprio quello che sto insinuando.
Bleso annu e sorrise. Bene. Me ne stavo solo accertando.
Figulo e gli altri legionari arrivarono davanti alledificio reale, sorvegliato da molti uomini.
Dozzine di ausiliari pattugliavano la via principale di fronte alla struttura, una mano posata sul pomo
delle spade inguainate. Gruppi di servitori spazzavano le strade, ripulendole dai resti delle armi e delle
testimonianze dello scontro del giorno prima. Ai lati di unalta porta di legno erano di guardia due
ausiliari con le lance incrociate. Altri soldati controllavano i vicoli laterali, tenendo lontani i curiosi che
tentavano di avvicinarsi troppo. Quando Figulo si avvicin allentrata, una delle guardie gli punt
contro lasta e mosse un passo avanti.
Identificatevi, ordin.
Sono loptio Orazio Figulo, Sesta Centuria, Quinta Coorte, Seconda Legione. Accenn poi ai
compagni. E questi sono i miei uomini. Il messo imperiale ci ha mandati qui per proteggere
personalmente il re.
Lausiliario annu, abbass la lancia e si fece da parte. Siete attesi. Entrate pure.
Figulo oltrepass la porta e guid i suoi allinterno del complesso. Entrarono cos in un ampio
spazio con un grosso edificio in fondo. Alla destra della sala reale si trovava un disordinato
assembramento di magazzini per le provviste, mentre altre piccole strutture di legno servivano a
ricevere gli ospiti. Alla sinistra delledificio principale, Figulo not una stalla piena di bestiame.
Mentre i soldati si avvicinavano alla sala reale, un servitore usc dallombra e si avvicin. Si ferm di
fronte al giovane optio e si inchin lievemente.
Voi dovete essere le nuove guardie del corpo di sua maest, esord il britanno, in un latino dal
pesante accento straniero.
Figulo annu con un gesto secco. Siamo noi.
Il servitore si raddrizz e sorrise appena. Vi prego, seguitemi.
Si gir e torn allinterno delledificio. Figulo e i suoi uomini lo seguirono in una sala poco
illuminata, sostenuta da travi di legno in cui erano incise raffigurazioni delle divinit locali. Strette
finestre poste in alto sulle pareti coperte di argilla facevano passare sottili lame di luce a formare
macchie grigiastre sul pavimento di terra battuta. Figulo not che i muri erano decorati con pelli di
animali, lunghe spade celtiche incise e scudi ovali ornati di simboli locali. Lodore di birra rancida e
carne arrostita dei banchetti del re precedente permaneva pesante nellaria.
In fondo alla sala si trovava una piattaforma rialzata con un trono vuoto al centro. Un braciere
di ferro era acceso a un lato dello scranno e gettava lunghe ombre sulle pareti. Di fronte alla pedana
cera un grande tavolo, a cui erano seduti diversi Britanni ben vestiti, con boccali di vino caldo e
fumante, coppe dargento, e davanti vassoi di carne fredda e pane. Al rumore riecheggiante dei passi
dei soldati, luomo dai capelli scuri che sedeva a capotavola sollev la testa.
Il servitore si ferm di fronte alla mensa e prese a parlare nella sua lingua natale, ma il re lo
ferm. In latino, per favore.
Luomo si schiar la voce e ricominci. Le tue guardie del corpo sono qui, maest.
Il re Trenagaso scosse via le briciole dalla sua tunica lunga fino al ginocchio e annu
lentamente, volgendo lo sguardo ai quattro Romani accanto al britanno. A una prima occhiata, il
sovrano dei Durotrigi somigliava pi a un greco che a un uomo del luogo. Aveva i capelli corti e la sua
barba brizzolata era ben curata. I lineamenti scavati erano vagamente illuminati dai riflessi caldi del
braciere, rivelando la rete di rughe ai lati degli occhi assottigliati.
Il re accenn intorno a s con una mano ossuta. Ti prego di scusare la sistemazione frugale,
optio, dichiar, con la voce calda e piacevole, il duro accento nativo addolcito da anni di esilio in
compagnia di nobili romani. Temo che al precedente occupante mancasse del tutto il gusto per la
raffinatezza. Purtroppo, i miei conterranei non sono famosi per il loro amore per larte. Non abbiamo
equivalenti di Vitruvio o Catullo. Non ancora, perlomeno.
S, maest, rispose Figulo, domandandosi di chi o che cosa stesse parlando luomo.
Guardie del corpo romane, maest?, intervenne un altro seduto al tavolo, con voce burbera.
Ti sembra saggio?.
Figulo port lattenzione sulla manciata di nobili locali seduti intorno alla mensa. Gli anziani
della trib e i pi forti guerrieri delle pi antiche e rispettate famiglie dei Durotrigi si erano affrettati a
ingraziarsi il nuovo re, ora che era stato riportato sul trono con lappoggio armato dei Romani. Erano
pi eleganti dei Britanni incupiti che il giovane optio aveva visto per le strade, e sfoggiavano pesanti
mantelli di lana sulle loro brache colorate. Trenagaso pos i freddi occhi grigi sulluomo che aveva
parlato.
Sediaco, la mia vita  stata apertamente minacciata. Un re deve prendere sul serio certe
intimidazioni, soprattutto se vengono da quegli estremisti pervertiti, i Druidi della Luna Nera.
Un culto malvagio, maest, concord Sediaco, annuendo. Che ha tormentato le nostre terre
fin troppo a lungo. Si schiar la gola. Naturalmente, ti siamo molto grati per aver riconquistato il
trono, scacciando quel maledetto di Quenataco. Molti di noi hanno sofferto pene indicibili, sotto il suo
regno. Ma il tuo popolo lo considerer comunque un grave insulto. Ci sono molti fieri guerrieri, nella
nostra trib. Perch non scegliere le tue guardie del corpo in mezzo alla tua gente?.
Trenagaso fiss lo sguardo sullaristocratico britanno. E lo far. Una volta che sar certo di chi
posso fidarmi.
Il silenzio cal sulla sala. Nessuno parl per qualche istante e gli altri uomini seduti intorno al
tavolo si agitarono, a disagio. Sediaco torn a schiarirsi la voce.
Tu sei il re. Il tuo popolo ti  fedele, maest.
Trenagaso ridacchi. Fedele, dici? Sono vecchio, ma non ancora cieco. So che alcuni
osteggiano il mio ritorno. Tutti quelli che hanno esultato quando sono stato esiliato, costretto a fuggire
nella notte mentre la mia famiglia veniva massacrata, a parte mia figlia. La voce gli tremava, i muscoli
facciali erano contorti per la rabbia. Mi fidavo del mio popolo, un tempo, e mi ha tradito. Non intendo
ripetere due volte lo stesso errore.
Ma i tuoi avversari sono prigionieri nel forte, non  cos?
Alcuni, s. Ma ce ne sono molti altri che sospetto di collaborazione con il vecchio regime. Il
sovrano scosse la testa. No, finch non potr essere certo senza alcun dubbio della lealt dei miei
sudditi, le mie guardie del corpo saranno dei Romani.
Mio padre ha ragione, dichiar la giovane donna seduta allaltro capo del tavolo.  meglio
essere protetti dai Romani, che da nessuno. E poi, Roma non  pi nostra nemica. Il fatto che mio padre
metta la vita nelle loro mani  il miglior modo per dimostrare la nostra nuova alleanza.
Tutti gli occhi si puntarono sulla figlia di Trenagaso. Aveva la stessa et di Figulo, con i capelli
scuri lunghi oltre le spalle e le guance rotonde. I suoi occhi azzurri scintillavano nonostante la fioca
luce della sala, e portava al collo una torquis dargento lavorato.
Trenagaso le sorrise con dolcezza. Eccellente osservazione, cara Ancasta. Davvero
eccellente.
Lei si guard intorno, fissando i nobili negli occhi. Non posso parlare per gli altri presenti, ma
una cosa la so: loptio Figulo  un uomo coraggioso, e far di tutto per proteggere mio padre da chi
volesse fargli del male. Gli ha gi salvato la vita una volta. La sua lealt  fuori questione ed  pi di
quanto si possa dire per alcuni. Sorrise ampiamente a Figulo, mentre parlava, e il giovane si sent
fremere qualcosa nel petto. Perfino Claudio  protetto da guardie del corpo straniere, credo. Da
Germani, nientemeno. Non  cos?. Ancasta rivolse la domanda proprio alloptio.
S, mia signora, replic lui.
La giovane donna torn a guardare il padre. Se funziona per luomo pi potente del mondo,
padre mio.
Trenagaso la fiss con orgoglio. Come sempre, mia cara, sei pi saggia dei tuoi anni. Che
peccato che tua madre non ti abbia fatto nascere maschio. A questo punto, non avrei avuto alcuna
preoccupazione sulla successione.
Mi onori, accettando i miei consigli, padre.
Trenagaso sbadigli, mentre si alzava con gesti rigidi dalla sedia. E ora, signori, scusatemi ma
sono stati giorni molto lunghi e faticosi, e vorrei riposare, prima di parlare al popolo. Guard Figulo.
Uno dei miei servitori mostrer a te e ai tuoi uomini i vostri alloggi, optio.
Sediaco si alz e si inchin. I tuoi sudditi saranno felici di sentirti parlare, maest, ora che sei
tornato sul trono.
La maggior parte di loro mi accoglier con gioia, spero. Alcuni, tuttavia, non saranno felici di
vedermi. Soprattutto perch, dopo quel grave attacco allultimo convoglio di provviste, saremo costretti
a tagliare ulteriormente le razioni. Gli occhi del re sembrarono scintillare di rosso, riflettendo le
fiamme del braciere di ferro, e un sorriso crudele gli sfior le labbra. Ma i miei nemici non
continueranno a protestare a lungo. Ho atteso questo momento per molti anni, signori. Adesso,
finalmente, offrir ai miei sudditi i benefici della cultura e della civilt romana e porter la pace nelle
nostre travagliate terre una volta per tutte. E stavolta, nessuno potr fermarmi.
...
.
...
Capitolo 5.
...
.
...
Un silenzio di tomba avvolgeva linsediamento, quando Trenagaso usc dalla sala reale,
affiancato dalle sue guardie del corpo romane. Una folla di nativi si era radunata nello spazio aperto del
mercato, a breve distanza dal complesso degli edifici reali, affrontando il freddo pungente per ascoltare
il discorso del sovrano appena tornato sul trono. Trenagaso e il suo seguito si diressero verso un carro
sistemato al centro del mercato a mo di palco improvvisato. La neve calpestata si era trasformata in
fanghiglia ghiacciata. Una fila di ausiliari era di guardia davanti al carro, mentre gli altri erano rimasti
allinterno degli edifici reali, pronti a reagire se ve ne fosse stata necessit. I Batavi erano fermi e
impassibili di fronte alla folla, gli scudi sollevati e decisi a spingere via chiunque si avvicinasse troppo.
Si avvertiva una pericolosa tensione, nellaria, mentre il re si avvicinava al carro. Molti dei suoi
sudditi erano in piedi con le braccia incrociate sul petto, lespressione cupa e i vestiti stracciati che
pendevano sulle membra smagrite. Quelli pi lontani dallimprovvisato palco allungarono il collo,
tentando di dare unocchiata al loro nuovo sovrano. Diverse urla di disapprovazione si udirono in
mezzo alla folla, ma Trenagaso le ignor, salendo sul carro con laiuto di un paio di servitori, il
mantello color porpora che gli danzava intorno nella brezza gelida. Figulo e gli altri del primo turno di
guardia si posizionarono ai due lati del carro. Loptio si mise a sinistra con Bleso, mentre Rullo ed
Helva si sistemarono sul fianco opposto. I consiglieri del re rimasero tra il carro e la porta degli alloggi
reali, guardando Trenagaso con aria di aspettativa. Figulo not Scilla tra loro. Linviato imperiale era
accanto ad Ancasta, le mani dietro la schiena e un sorriso forzato sulle labbra sottili.
Speriamo che il discorso sia breve, signore, borbott Bleso tra i denti. O finiremo per
congelarci le palle, qui fuori.
Almeno ha smesso di nevicare. Figulo accenn con il capo in direzione della folla. A quanto
pare, non siamo gli unici che preferirebbero essere altrove. Neanche quella gente sembra molto
contenta.
Non posso biasimarli, signore, rispose Bleso, tenendo la voce bassa in modo che nessun altro
potesse sentirlo. Il loro re  stato spodestato con la forza, e ora si ritrovano sul trono un fantoccio di
Roma.  ovvio che non ne siano contenti. La vera sorpresa  che non si siano ancora apertamente
ribellati.
Con un po di fortuna, il re non li far infuriare.
Figulo avvert un forte senso di disagio, mentre osservava i volti dei presenti. Non cera traccia
delladulazione che avrebbe dovuto accompagnare il ritorno di un sovrano esiliato, n applausi o grida
di benvenuto. Era chiaro al giovane optio che Trenagaso aveva davanti una sfida improba, se intendeva
convincere i suoi testardi sudditi a seppellire il profondo odio che provavano per Roma e per tutto ci
che rappresentava.
Sul carro, Trenagaso attese che i mormorii della folla si placassero. Dopo qualche istante, il
silenzio cal su quel luogo. Il re prese un profondo respiro e cominci a parlare.
Miei compagni Durotrigi, esord, la voce eloquente che riecheggiava nellintera area del
mercato. Mi onorate tutti con la vostra presenza, in questo giorno glorioso. Io sono qui, di fronte a voi,
ora, come vostro legittimo re, ancora una volta. Dopo cinque lunghi e tristi anni, il regno malvagio di
Quenataco e dei suoi leccapiedi  finito. Sollev un pugno al cielo, come aspettandosi un urlo di
incoraggiamento e approvazione da parte dei sudditi, ma non fu accontentato. Rimase comunque
composto, continuando: Non saremo mai pi divisi, non combatteremo pi tra noi. Questo giorno
segna linizio di una nuova era per la nostra trib come alleati dellimperatore Claudio!.
Figulo lo ascolt con attenzione. Aveva passato lunghe sere, al forte di Calleva, a imparare la
lingua dellisola da un mercante del luogo. Aveva scoperto che il dialetto locale non era molto diverso
dalla lingua gallica che parlava da bambino a Lutetia, e non faceva fatica a capire il discorso di
Trenagaso, adesso.
Da oggi, non ci saranno pi dispendiose guerre contro le legioni. Mai pi i nostri figli
moriranno in inutili battaglie, mentre i nostri raccolti marciscono nei campi. Mai pi i Druidi
spargeranno i loro depravati insegnamenti nei nostri villaggi, aizzando i nostri fratelli a lanciarsi in un
conflitto che non possono vincere. Sotto il mio comando, condurr il mio regno in una nuova era di
pace e prosperit. Da questo momento in poi, amici miei, ci scuoteremo di dosso le catene
dellumiliazione e della sconfitta!.
I Britanni fissarono di rimando Trenagaso, in silenzio, prima che diversi di loro dessero voce al
malcontento generale. Uno o due lo insultarono apertamente. Il re li guard con orgoglio e continu il
discorso.
Durante la mia permanenza nella Gallia Narbonensis, ho visto con i miei occhi i benefici che
vengono dal governo di Roma: splendide citt, mercati pieni di merce esotica proveniente da ogni parte
dellimpero. E le meraviglie rese possibili dallingegneria romana. Ma soprattutto, ho visto lordine.
Lordine  ci che rende Roma cos forte. Per secoli, noi Britanni ci siamo scontrati in incessanti guerre
civili, facendo la guerra ai nostri vicini mentre i nostri insediamenti languivano e le nostre ricchezze
venivano inutilmente sperperate. Sotto il governo di Roma, e del suo grande imperatore Claudio, non ci
saranno pi scontri tra le nostre trib. Invece, avremo ordine e uno scopo comune.
Borbottii di disapprovazione si sollevavano da alcuni gruppi di presenti ogni volta che il re
menzionava Roma. Figulo not degli uomini scuotere la testa, increduli. Altri parlottavano tra loro a
bassa voce, e il giovane gallo si rese conto che lostilit nei confronti del nuovo sovrano cominciava a
diffondersi.
Sembra che il popolo non sia molto felice della nuova alleanza con Roma, comment a
mezza voce.
Bleso sbuff. Che sorpresa, eh?
A noi Durotrigi non piace cambiare, prosegu Trenagaso. E questo  comprensibile. Siamo
una trib di uomini fieri, che discende dai pi grandi guerrieri della Britannia.  normale che vogliamo
aggrapparci al nostro glorioso passato, ma adesso dobbiamo guardare al futuro. Per troppo tempo la
nostra gente si  rotolata nel fango, volgendo le spalle alla cultura e alla civilt. Ma non sar pi cos,
amici miei. Oggi, il nostro regno si allea con la potenza che governer questisola Roma!.
Trenagaso fece una pausa e guard Scilla, come se cercasse la sua approvazione. Linviato annu
leggermente, e il re torn a guardare i sudditi, gli occhi severi e duri come il ferro. Ci saranno
significativi cambiamenti nel nostro stile di vita. Cambiamenti necessari. Luomo osserv i volti dei
sudditi, mentre le labbra gli tremavano per il nervosismo. In primo luogo, saranno bandite le armi
allinterno delle mura del villaggio. Tutte le armi saranno immediatamente confiscate. Chi oser
disobbedire sar punito severamente.
Un coro di grida di disapprovazione si lev dalla folla. Figulo si agit sul posto, preoccupato.
Molti Durotrigi erano guerrieri orgogliosi, e lordine di privarsi delle armi sarebbe stato percepito come
un grave insulto al loro onore. Trenagaso sollev una mano per imporre il silenzio. Quando il suo gesto
non ebbe effetto, gli ausiliari iniziarono a maltrattare alcuni dei Britanni pi rumorosi nelle prime file
dellassembramento, colpendoli con gli umboni degli scudi. Certi caddero nel fango, tra le urla di
protesta e indignazione dei compagni. Alla fine, il re fu in grado di continuare il suo discorso.
Non  tutto, amici miei. Linfluenza dei Druidi deve essere cancellata dalle nostre terre. Non
c posto, nella societ civile, per qualsiasi culto che promuova sacrifici umani e preveda di indovinare
il responso divino attraverso losservazione delle viscere. Il tempio dei Druidi e le loro fosse delle
offerte saranno cancellate, e la quercia sacra abbattuta.
Ci fu un moto di puro sgomento, da parte della folla. Lattacco diretto al culto che seguivano
era davvero troppo, per molti di loro, e la disperazione si tramut in pochi attimi in rabbia. Figulo pos
la destra sul pomo della spada, pronto a sguainarla se quella rabbia fosse sfociata in aperta violenza.
Non va bene, mormor, serrando le dita sullelsa dellarma.
Lo vedo perfino io, signore, replic Bleso tra i denti. E non capisco una sola parola di quelle
che stanno dicendo.
Inoltre, prosegu Trenagaso, impongo da oggi il culto dellimperatore. Ciascuno dei miei
sudditi dovr adorare il divino Giulio e Augusto. Un nuovo tempio dedicato al divino imperatore
Claudio sar costruito dove adesso sorge quello dei Druidi. Sar pagato attraverso un nuovo sistema di
tasse ottenute dalla popolazione.
Trenagaso! Che ne  del nostro maledetto grano?, url di colpo uno dei Britanni in prima fila,
interrompendo il re. Figulo fiss lo sguardo sulluomo. Era robusto, con il collo e il volto pieni di
cicatrici, e aveva i capelli diradati, a forza di tingerli con la calce, secondo lusanza dei guerrieri locali.
Parli di divinit e costumi romani. Ma a che ci servono queste cose, se non riusciamo neanche a
sfamare i nostri figli?, continu il guerriero sfregiato, con la voce gutturale piena di rabbia. Indic
Figulo e i suoi compagni. Noi viviamo di briciole, mentre quei bastardi stranieri si tengono tutto il
grano per loro! Se vogliono che siamo alleati, dovrebbero almeno cominciare a condividere con noi le
loro provviste!.
Un roco urlo di approvazione risuon tra la gente. Figulo sent qualche insulto rivolto a lui e ai
suoi compagni. Sul carro, Trenagaso fiss a bocca aperta il guerriero, per un attimo colto di sorpresa
dallinterruzione del suo discorso, studiato attentamente e a lungo. Si riprese in fretta, tentando di
ricominciare a parlare, ma il guerriero continu a urlargli sopra. Gli altri Britanni lo acclamarono di
nuovo. Lespressione del re si indur di colpo. Poi si volse a Cosconiano.
Prefetto! Arresta questuomo.
Cosconiano annu e grid lordine ai suoi soldati. Due ausiliari si fecero avanti e afferrarono
luomo per le braccia, trascinandolo lontano dalla folla, tra le urla di protesta degli altri. Dapprima, il
vecchio guerriero cerc di opporre resistenza, ma uno dei soldati lo colp allo stomaco con violenza,
facendolo crollare in ginocchio per il dolore. I soldati lo trascinarono verso il carro, gettandolo a terra.
Trenagaso lo fiss con un misto di piet e disprezzo. Poi torn a rivolgersi alla folla: Io sono il vostro
re. Non accetter nessuna opposizione. Nessuna! Chiunque oser sfidare la mia autorit sar
severamente punito. Ve lo giuro!. Luomo guard gli ausiliari che tenevano docchio il guerriero
arrestato. Uccidete questa patetica caricatura duomo. Sar desempio agli altri. Infilzate la sua testa
su una picca sopra la porta del villaggio e gettate il suo corpo nel letamaio, in pasto ai cani e ai ratti.
Questo servir di lezione a chiunque pensa di potersi opporre a me.
I mormorii furiosi della folla crebbero a dismisura, uniti a grida di sgomento. Una donna si
lanci avanti, prima che qualcuno potesse fermarla, piangendo disperata e stringendosi al petto un
infante. Si gett in ginocchio davanti agli ausiliari. Aveva il viso inondato di lacrime, mentre implorava
Trenagaso con voce acuta.
Che sta dicendo, signore?, volle sapere Bleso, mormorando tra i denti.
Figulo deglut. Sta implorando il re di risparmiare suo padre. Dice che se lui venisse ucciso,
non avrebbe alcun modo di sfamare suo figlio. Il bambino  gi ammalato, e non riuscirebbe a superare
linverno.
Trenagaso fiss con freddezza la donna, del tutto insensibile alle sue disperate suppliche.
Lentamente, la poveretta cap che non cera nulla che potesse dire o fare per salvare lanziano padre.
Sempre pi terrorizzata, preg il sovrano di dare almeno al vecchio guerriero la dignit di una sepoltura
appropriata, secondo i costumi locali. Ma Trenagaso si limit a fissarla con glaciale indifferenza, prima
di voltarsi con calma verso gli ausiliari.
Prendete questa donna, ordin. Pu unirsi a suo padre nel letamaio. E il bambino morir con
loro, in modo che il sangue traditore della loro famiglia sia per sempre cancellato da questa terra.
I soldati avanzarono per strappare il piccolo dalle braccia della madre. Di colpo, lintera folla
rugg di indignazione. Perfino i nobili schierati intorno al re sembravano sconvolti da quellordine. Un
britanno si fece avanti, marciando verso gli ausiliari, il volto contorto in un ringhio di rabbia e le
enormi mani chiuse a pugno, ma fu trattenuto dai compagni prima che i soldati potessero colpirlo con
gli scudi. Una donna dai capelli scarmigliati url a pieni polmoni, lanciando maledizioni e insulti agli
ausiliari. Figulo avvert che gli abitanti del villaggio erano ormai tutti contro Trenagaso. Vide Ancasta
spostarsi in fretta accanto al sovrano.
Padre, non c bisogno di farlo. Indic la folla con una mano. I tuoi sudditi hanno imparato
la lezione. Non c bisogno di punirli senza motivo. Far pi male che bene.
Trenagaso fiss la figlia per un attimo, prima di rivolgerle un lieve sorriso. Molto bene, mia
cara. Torn a voltarsi verso gli ausiliari. Liberate la donna. Pu andarsene con suo figlio. Fece una
pausa. Ma suo padre morir comunque. Non tollerer alcuna opposizione da tale feccia insolente.
Gli ausiliari rimisero in piedi la donna e la spinsero verso la folla, mentre ancora si stringeva al
petto il figlioletto. La tensione rimase alta, mentre gridava verso suo padre. Il britanno fu costretto a
rialzarsi in ginocchio. Serr le palpebre, rassegnato a una morte crudele. Uno degli ausiliari gli cal con
violenza la suola di uno stivale sulla schiena. Il vecchio guerriero si fece sfuggire un gemito di dolore,
mentre finiva faccia avanti nel fango. Prima che potesse rialzarsi, lausiliario gli si avvicin,
sguainando la spada con un sibilo metallico.
La lama scintill nella pallida luce del sole invernale, mentre il soldato la sollevava sopra la
testa. Figulo si costrinse a fissare la scena senza distogliere lo sguardo. Lausiliario conficc la punta
della spada nella nuca delluomo, con un rumore liquido e rivoltante. Il britanno sussult, intanto che la
lama gli affondava nella carne, spuntandogli dalla gola. La donna che aveva supplicato il re di
risparmiargli la vita si lasci sfuggire un urlo carico dangoscia. Lausiliario cominci a tagliargli la
testa metodicamente, tranciando tendini e ossa. Infine, la testa si stacc dal corpo e rotol di lato. Il
sangue sgorg dalla ferita in un violento torrente rosso, raccogliendosi in una pozza sul terreno. Figulo
distolse gli occhi, sentendo unondata di nausea rivoltargli lo stomaco.
Il re annu con soddisfazione. Poi fece cenno a Cosconiano. Prefetto, disperdi la folla. Dovrai
subito confiscare tutte le armi e iniziare a distruggere il tempio dei Druidi. Non permettere a nessuno di
fermarti. Sono stato chiaro?
S, maest.
Cosconiano chin il capo, sebbene fosse chiaro che lo infastidisse doversi rivolgere a un
britanno in quel modo. Il prefetto gir le spalle al re e ordin con voce reboante ai suoi uomini, rimasti
nel complesso degli edifici reali, di unirsi agli altri per far disperdere la folla raccolta nello spazio del
mercato. Gli ausiliari si raggrupparono e avanzarono, spingendo indietro i nativi con gli scudi. Alcuni
tornarono con riluttanza alle loro case. Altri si fermarono nei vicoli, fissando i soldati con odio ormai
palese. Altri ancora tentarono di opporre resistenza, ma dopo aver mostrato simbolicamente la propria
ribellione, si ritirarono anche loro nei vicoli tra le casupole. Ben presto, il mercato rimase vuoto, tranne
per il corpo senza vita del vecchio guerriero riverso a terra, con il sangue che ancora fluiva dal collo
mozzato. Trenagaso arricci le labbra, disgustato.
Qualcuno porti via quel miserabile.
Due ausiliari si fecero avanti, mentre il re scendeva con grazia dal carro. Un soldato afferr il
britanno morto per i piedi e trascin via il cadavere, mentre il secondo recuper la testa tagliata. Il
prefetto url ai suoi uomini di controllare linsediamento, e i soldati si divisero prontamente in gruppi
da otto. Passarono da una capanna allaltra, requisendo ogni arma che trovarono, mentre un altro
gruppo di Batavi si dirigeva alle porte del villaggio per raggiungere il tempio dei Druidi, situato in un
vicino bosco sacro. Gruppi di nativi li guardarono con odio, i pugni serrati e le espressioni colme di
rabbia.
Forse dovremmo rivedere i dettagli delle festivit di questo pomeriggio, disse Trenagaso,
rivolto a Scilla. Poi sorrise. Temo che la mia memoria non sia pi quella di una volta.
Scilla si inchin. Ma certo, maest. Questo pomeriggio dedicherai un altare al culto imperiale,
sul luogo in cui verr eretto il nuovo tempio in onore di Claudio. Dopodich, rientreremo alla sala reale
per il banchetto che celebrer il tuo glorioso ritorno sul trono.
Ah, s. E immagino che tutti i capi degli insediamenti vicini saranno presenti, giusto?.
Il messo annu. Arriveranno pi tardi, maest.
Figulo not un lampo di malignit negli occhi sottili del re. E i combattimenti tra gladiatori? Li
avremo, non  cos? Sono certo di aver discusso con te della possibilit di avere qualche forma di
intrattenimento per i miei ospiti, durante la serata.
Scilla gli rivolse un sorriso falso. Ho gi pensato a tutti i dettagli, maest. Proporrei di usare
alcuni dei prigionieri al momento rinchiusi al forte per mettere su lo spettacolo.
Il volto del sovrano si illumin. Che idea meravigliosa! Lasceremo che quei cani traditori si
taglino la gola a vicenda!.
Con quelle parole, gir le spalle al mercato e oltrepass lingresso del complesso reale,
affiancato dalle sue quattro guardie del corpo romane e dal numeroso seguito. Figulo marci accanto al
re, con un improvviso senso di profonda repulsione nei suoi confronti. Il regno di Trenagaso era
cominciato sotto i peggiori auspici. Se avesse continuato ad arrestare e giustiziare i suoi sudditi, non
sarebbe passato molto tempo prima che essi gli si ribellassero apertamente. E a quel punto, lui e i suoi
compagni ci si sarebbero trovati nel mezzo, senza vie di scampo.
...
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...
Capitolo 6.
...
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...
Mentre loscurit calava sul paesaggio invernale, la sala reale risuonava del brusio delle
conversazioni e delle risate, allarrivo degli ospiti del sovrano. Lo spazio a disposizione era stato
sistemato per gli scopi dellintrattenimento serale, con lunghi tavoli e lampade a olio e candele di sego
che spandevano una morbida luce ambrata, proiettando ombre tremolanti sulle pareti. Decine di capi
sedevano con le loro famiglie, insieme con alcuni dei pi importanti guerrieri e nobili del luogo. Gli
ospiti si ingozzavano di carne, mentre il re sedeva al tavolo posizionato su una pedana rialzata e
circondato dai suoi pi fidati consiglieri, tra cui Scilla e Ancasta. Furono raggiunti poco dopo dal
prefetto Cosconiano, avvolto in una preziosa e raffinata tunica.
Un continuo andirivieni di schiavi fluiva dalla grande cucina in fondo alla sala, portando vassoi
di maiale arrostito e boccali colmi di vino. Un delizioso aroma di spezie e carne cotta proveniva dalla
cucina, tormentando le narici di Figulo mentre stava di guardia davanti alla piattaforma, accanto ai suoi
compagni.
 bello vedere che i nobili di Lindinis non stanno morendo di fame, borbott Rullo. Guarda
tutto questo dannato cibo. Ce n abbastanza, qui dentro, per sfamare la Seconda Legione per unintera
campagna.
Certo  ben diverso da come vive il popolo, poco ma sicuro, ammise Figulo.
Rullo si accigli. Abbassando la voce, riprese: Questa cosa non andr gi alla gente del
villaggio, signore. Soprattutto dal momento che il prefetto sta per tagliare di nuovo le razioni.
Figulo ne convenne. Latmosfera, a Lindinis, si era fatta sempre pi tesa, man mano che
passavano le ore. Dopo il discorso, Trenagaso aveva ordinato larresto di tutti coloro che avevano
apertamente appoggiato il re precedente. Per tutta la giornata, i soldati non avevano fatto altro che
andare di casa in casa, trascinando via i sospetti dalle loro abitazioni, mentre gruppi di Britanni infuriati
li guardavano. Gli uomini erano stati separati dalle mogli e dai figli e deportati per essere giustiziati,
mentre i parenti angosciati erano stati radunati, legati luno allaltro per il collo e condotti al forte, dove
sarebbero rimasti prigionieri per poi essere venduti come schiavi.
Nel tardo pomeriggio, il sovrano aveva insistito per assistere alla distruzione del tempio dei
Druidi. Il bosco sacro era situato in una fitta foresta a qualche miglio dallinsediamento e Figulo e i
suoi uomini avevano visto gli ausiliari bruciare le capanne dei Druidi, facendo a pezzi gli altari di pietra
e riempiendo le fosse piene di offerte agli di. Nella luce fioca del tramonto, dense colonne di fumo si
erano alzate dal tempio, raggiungendo il grigio cielo invernale. Mentre i prigionieri venivano trascinati
fuori dallinsediamento, laria si era riempita delle grida di rabbia e di sfida degli uomini che stavano
per essere giustiziati, e Figulo si era reso conto di essere costretto a proteggere un pazzo. Un pazzo che
aveva lappoggio dellimperatore.
Alla fine del turno, Scilla laveva preso da parte e aveva spiegato a lui e ai suoi che dovevano
restare di guardia durante il banchetto. Decine di capi degli insediamenti vicini si sarebbero uniti alle
celebrazioni. Avevano capito da che parte soffiava il vento e speravano di ingraziarsi il nuovo re, ma
molti dei capi avevano apertamente sfidato Roma, in passato, e il messo imperiale temeva che se
qualcuno di loro avesse mantenuto lalleanza con i Druidi, avrebbe potuto attentare alla vita di
Trenagaso. Figulo aveva posizionato i legionari del secondo turno allentrata della sala, per perquisire
gli ospiti in cerca di eventuali armi, mentre gli uomini del terzo turno pattugliavano la zona esterna alla
caccia di intrusi. Questo aveva permesso a lui e ai suoi tre compagni di proteggere il re allinterno della
sala. Loptio e Rullo erano sulla pedana, mentre Bleso ed Helva giravano per la stanza, controllando da
vicino i presenti.
Non si era badato a spese, nel tentativo di ottenere il favore dei capi. Oltre ai cibi tradizionali
dei Britanni, Trenagaso aveva offerto piatti della cucina romana, tra cui carne di cervo marinata in salsa
di pesce e scodelle di funghi allaglio, insieme a una selezione di formaggi dal forte odore provenienti
dalla Gallia. I servitori si spostavano da un tavolo allaltro, riempiendo i corni degli ospiti con birra
scura e schiumosa, oppure, per i palati pi raffinati, offrendo coppe di vino caldo. Figulo si lecc le
labbra, quando un servo lo super con un vassoio pieno di cibi deliziosi.
Che ne pensi?, mormor, rivolto a Rullo. Avremo qualche avanzo, quando il banchetto sar
terminato?.
Il veterano rise di cuore. Stai scherzando, signore? Siamo soldati, non nobili ufficiali.  pi
probabile che questi pezzi di maiale volino via, anzich essere noi a mangiarli.
Un vero peccato. Figulo sospir, fissando cupamente il cibo. Sto morendo di fame. Potrei
ingurgitare un intero cavallo, al momento.
Rullo ridacchi. Sei sempre affamato, maledizione. Deve essere il tuo sangue celtico.
Figulo sorrise al compagno. Entrambi sapevano che il giovane optio era fiero delle sue origini
celtiche. Sebbene Rullo talvolta lo prendesse bonariamente in giro, non esagerava mai come facevano
alcuni dei suoi superiori nella Seconda Legione. La maggior parte degli ufficiali anziani lo guardava
con disprezzo, considerandolo un inferiore, anche se aveva dimostrato il suo valore in battaglia in
innumerevoli occasioni. Figulo irrigid i muscoli e strinse il pugno, ricordando a se stesso che, se fosse
riuscito a mantenere Trenagaso sul trono, avrebbe ottenuto una rapida promozione a centurione. Di
colpo gli venne in mente che, considerati i pregiudizi dei pi alti in grado nei confronti dei suoi
antenati, salvare il re dalla lama di un assassino sarebbe potuta essere la sua migliore possibilit di fare
carriera. Forse lunica.
Il giovane optio distolse lo sguardo da Rullo e cerc di scacciare dalla mente il pensiero del suo
stomaco vuoto osservando i volti degli invitati. Chiunque, tra i Durotrigi presenti nella sala, sarebbe
potuto essere un assassino. Era sorpreso dal comportamento di alcuni di loro. I capi pi anziani erano di
buonumore e sembravano disposti a compiacere in ogni modo il nuovo re. Ma quelli pi giovani, seduti
pi lontani dalla pedana, avevano espressioni severe sul volto, e non facevano nulla per nascondere
lantipatia che provavano per Trenagaso. Se qualcuno avesse deciso di uccidere il re, quella sera,
Figulo consider che sarebbe stato uno di loro.
Optio!, lo chiam Trenagaso, segnalandogli di avvicinarsi.
Riluttante, il giovane gallo si stacc da Rullo e si avvicin al tavolo, con un profondo sospiro.
La conversazione, l intorno, si era spinta alla politica, e tutti i presenti si erano lasciati coinvolgere.
Trenagaso sembrava ubriaco, e Figulo not dei rivoli di vino sul suo mento. Uno degli ospiti se ne
stava in silenzio, sezionando cupamente il cibo nel piatto. Era un uomo anziano, dai capelli radi e il
volto pieno di rughe. Loptio lo riconobbe come Sediaco, uno dei capi tribali che avevano partecipato
alla riunione con il re quella mattina. Sembrava distratto.
Stavamo giusto parlando dei benefici della romanizzazione, esord Trenagaso, rivolto a
Figulo, mentre masticava bocconi dallaria gustosa. Come gallo, che ha visto la sua terra trasformata
dalla mano di Roma, forse potresti condividere con noi i tuoi pensieri sullargomento. Qual  la tua
opinione in merito?. Luomo si accigli, guardando Sediaco. Sembrerebbe che qualcuno dei miei
consiglieri non sia pienamente convinto.
Ebbene?, lo incalz Scilla. Cosa ne pensi?.
Figulo si sent prendere dal panico. Quello era il momento che aveva segretamente temuto pi
di ogni altro. La domanda richiedeva una risposta circostanziata, diplomatica e attenta, e a lui mancava
quel genere di qualit. Con la coda dellocchio, not che Ancasta lo osservava con curiosit. Si schiar
la voce, imbarazzato.
Sono solo un soldato, maest. Non saprei cosa rispondere, a dire il vero.
Trenagaso gli rivolse un sorriso ebbro. Una risposta semplice, da una mente semplice. Senza
dubbio, preferiresti abbrutirti con vino e donne, piuttosto che discutere degli argomenti pi importanti
del momento. Ma dovrai pur avere unopinione su tale questione, dico bene?.
Figulo spost il peso da un piede allaltro, sempre pi a disagio. Ogni volta che guardava il re,
non poteva fare a meno di rivedere i volti delle donne e dei bambini divenuti schiavi a causa sua. Era
difficile credere che quellelegante aristocratico britanno, con tutto il suo amore per la poesia greca e le
belle arti, fosse lo stesso uomo che aveva ordinato lesecuzione spietata di decine dei suoi sudditi e la
schiavit di altrettanti. In ogni caso, ci riprov.
Roma non  perfetta, maest. Abbiamo i nostri limiti, come tutti gli altri, ma essere parte di un
impero, secondo me,  meglio dellalternativa. La mia gente non faceva che combattere contro Sequani
e Arverni. Adesso siamo in pace, e abbiamo opportunit che i nostri antenati non potevano neanche
immaginare. Alcuni di noi sono dei soldati. Qualcuno  diventato perfino senatore. Se non fosse stato
per Roma, io non sarei qui, oggi.
La Britannia non  la Gallia, maest, interloqu Sediaco, con cautela, mescolando il vino nella
sua coppa. Concordo sul fatto che i cambiamenti siano necessari. Ma temo che non siano cos facili da
attuare, quando si tratta della nostra gente.
Sciocchezze!, dichiar Trenagaso. Non sar qualche contadino o guerriero ostinato a
impedirci di fare quanto  necessario.
Sediaco scelse con attenzione le successive parole. Ma di certo sarebbe saggio ascoltare il
punto di vista dei tuoi sudditi, non trovi, maest?
 questo il tuo grave errore, mio caro Sediaco. Tu ritieni davvero che le opinioni dei miei
sudditi valgano qualcosa? E perch mai? La maggior parte di loro non ha la minima cultura. Non sanno
leggere n scrivere. Per gli di, sanno appena contare sulle dita delle mani! Come potrebbero sapere
cosa  meglio per loro? Eh? Rispondimi!. Sorridendo, si volse a Scilla. Tra poco, mi sentir
suggerire di far decidere al popolo il proprio futuro!.
Linviato e il re ridacchiarono in tono crudele. Sediaco lanci uno sguardo cupo a Trenagaso.
E cosa mi dici del grano, maest? I tuoi sudditi sono infuriati perch i nostri alleati tengono per s la
maggior parte delle provviste, mentre loro muoiono di fame. Bisogna fare qualcosa, prima che ti ritrovi
senza pi sudditi da governare.
Non  colpa di Roma!, scatt Trenagaso, irritato. Incolpate quei vigliacchi dei Druidi. Sono
stati i loro continui attacchi a ridurre il popolo alla fame. Scosse la testa. Eppure, c stato loltraggio
generale, quando ho ordinato che il bosco sacro venisse abbattuto.
Sediaco gli rivolse un sorriso forzato. Perdonami, maest, ma i tuoi sudditi non la vedono in
questo modo. Da una parte, simpatizzano con la resistenza opposta dai Druidi ai conquistatori.
Dallaltra, sono stanchi delle promesse mai mantenute di Roma. Sono stati portati a credere che sotto
limperatore sarebbero stati meglio. Che ci sarebbero stati pace e cibo e ricchezza. E invece, stanno
facendo la fame.
E cosa suggeriresti di fare, Sediaco?
Forse sarebbe opportuna una pi equa distribuzione del grano, maest. Questo permetterebbe
almeno di placare il sospetto, assai radicato tra i tuoi sudditi, che i nostri alleati siano trattati meglio di
loro.
Cosconiano intervenne:  assolutamente fuori questione, temo. Ho gi chiarito perfettamente
che i nostri soldati devono essere nutriti a sufficienza, se devono sconfiggere i Druidi.
Il re sorrise a Sediaco, come a scusarsi con lui.  davvero ingiusto che la mia gente debba
soffrire la fame. Ma distruggeremo molto presto ci che rimane della resistenza dei Druidi. Nel
frattempo, temo che dovremo tutti soffrire.
Lo disse mentre due servitori posavano un altro vassoio di pasticci dallaria deliziosa, e non per
la prima volta Figulo si domand se, dopotutto, non fosse meglio che il re cadesse sotto la lama di un
assassino. Trenagaso si ficc in bocca uno dei pasticci, e sembr tornare allistante di buonumore.
Le cose andranno meglio, ora che i miei nemici sono stati eliminati. Siamo liberi di aprire il
regno ai mercanti dellimpero. Presto i mercati saranno pieni di ogni mercanzia immaginabile. Tra
poco, questo insediamento disperso si trasformer in una citt prosperosa e in un brillante esempio
dellinfluenza della civilt romana.
Sua maest limperatore Claudio sar felice di sapere dei progressi che stai facendo, dichiar
Scilla. Sono certo che ti ricompenser a dovere, maest.
Trenagaso sorrise, accarezzandosi la barba curata. Stavo pensando, in effetti, a un nuovo
palazzo. Qualcosa di simile alla dimora che Cogidubno sta costruendo a Noviomagus. Una tale opera
grandiosa sar di esempio ai miei ignoranti sudditi, e servir come dimostrazione della superiorit della
cultura romana.
Splendida idea, maest. Vedr cosa si pu fare.
Trenagaso sorrise, poi si alz e ricevette alcuni capi tribali appena giunti. Bleso e Rullo
restarono accanto al re, mentre i nuovi ospiti si avvicinavano alla pedana rialzata e si inchinavano, e i
loro servitori gli offrivano in dono gioielli e splendidi abiti, dimostrando pubblicamente la loro fedelt
al nuovo sovrano. Ancasta rest seduta al tavolo, osservando con attenzione il padre.
Mi dispiace vederlo cos, mormor, rivolta a Figulo.
Mia signora?.
La giovane donna si gir verso loptio. Figulo riusc ad avvertire un vago sentore del dolce
profumo che portava. Mio padre era molto diverso, prima di essere esiliato. Sapeva essere gentile e di
buon cuore. Poi siamo stati scacciati dal regno. Mia madre  morta poco dopo, e lui ha iniziato a essere
ossessionato dallidea di riprendersi il trono. Non parlava daltro, giorno e notte, a Narbo Martius.
Imbronci le labbra. E ora che  tornato, far di tutto pur di restare al comando.
Avresti preferito che non fosse mai tornato, mia signora?
Sa. A volte, s.
Ancasta tacque per qualche secondo, gli occhi azzurri fissi su Trenagaso che accoglieva con
calore un altro capotrib. Mio padre  vecchio e stanco, optio. Molto pi di quanto non sembri.
Torn a guardare Figulo e un lampo di tristezza le pass negli occhi. Ho paura che non sar in grado
di andare avanti ancora a lungo. E sai cosa accadr alla nostra gente, allora?.
Figulo si strinse nelle spalle. Il prossimo nella linea di successione prender il suo posto sul
trono?.
Ancasta sospir. No. Roma assumer il governo del nostro territorio, come ha fatto con le altre
trib. Saremo annessi allimpero e non esisteranno pi re o capi dei Durotrigi. La nostra storia verr
cancellata.
Figulo non sapeva cosa rispondere. In realt, simpatizzava con i Durotrigi. Il testardo rifiuto di
accettare il re fantoccio che Roma aveva imposto loro era tutto il contrario della resa incondizionata
che cera stata da parte del suo popolo. I Durotrigi avrebbero meritato un capo migliore di Trenagaso. E
invece, erano alla merc di uomini che prendevano le loro decisioni nellUrbe, molto lontano da l. Il
giovane gallo scosse la testa con rabbia. Roma non si sarebbe fatta molti amici, in quella parte
dellimpero, se non avesse capito che non si poteva governare solo con la forza bruta. Un giorno,
riflett cupamente, i Britanni si sarebbero stancati di quella situazione. E allora coloro che si erano
alleati con gli invasori avrebbero pagato un prezzo terribile.
Quando Trenagaso ebbe finito di ricevere i doni dei suoi ospiti, torn a sedersi. Vuot la coppa
di vino, facendone cadere qualche goccia sul tavolo e sul proprio abito, con grande disgusto, a stento
trattenuto, del messo imperiale. Poi pos il calice vuoto con un rutto. Basta con le cerimonie, per
questa sera!, esclam, rivolto ai consiglieri. Portate i gladiatori.  ora di mostrare ai nostri ospiti del
vero intrattenimento romano!.
...
.
...
Capitolo 7.
...
.
...
Allordine del re, i servitori portarono via i resti del banchetto e spostarono i tavoli da un lato
della sala. Gli ospiti si sistemarono in piedi lungo le pareti, mentre il re si sistem sul trono, in cima
alla pedana, affiancato dalla figlia, da Sediaco e dal messo imperiale. I suoi occhi scintillavano di
eccitazione. Gli schiavi continuarono a riempire di birra le coppe degli ospiti, e molti dei Britanni erano
gi ubriachi fradici, e avevano cominciato a prendersi a pugni nello stomaco per dimostrare la loro
forza, o a vomitare nella zona dietro la cucina.
Al comando del re, la porta della sala si spalanc e gli ospiti si zittirono di colpo, quando otto
uomini arruffati furono condotti allinterno da diversi ausiliari. Figulo riconobbe uno dei Britanni. Si
trattava dei prigionieri catturati durante lo scontro avvenuto per destituire il precedente re. Era una
scena patetica. Gli uomini erano nudi, a parte un perizoma intorno ai fianchi, legati insieme per il collo
e con le caviglie incatenate. Gli ausiliari li spinsero con violenza verso lo spazio vuoto in mezzo alla
sala, tra le urla eccitate del pubblico ubriaco. Vi fu qualche tafferuglio quando gli ospiti presero a
spintonarsi nel tentativo di ottenere la vista migliore dello spettacolo, mentre gli ausiliari si
disponevano in un cerchio largo intorno alla sala, creando unimprovvisata arena. I soldati sembravano
seccati di doversi occupare dellevento, mentre i loro compagni erano rimasti al forte a godersi il
meritato riposo.
Bleso si sfreg le mani con aria di aspettativa, in piedi accanto a Figulo. Lui ed Helva si erano
riuniti ai due compagni di fronte alla pedana, insieme agli altri otto legionari sparsi nella sala.
Finalmente! Sono passati secoli dallultima volta che ho visto un combattimento di gladiatori.
Speriamo sia accettabile.
Uno spreco di prigionieri, a mio parere, grugn Rullo. Quegli uomini ci avrebbero fatto
guadagnare un discreto profitto. Ho sentito che gli schiavi vengono venduti a buon prezzo, nei mercati
della Gallia, di questi tempi.
La pratica di vendere i prigionieri come schiavi era diffusa in tutte le legioni, ed era uno dei
pochi modi in cui i soldati potevano guadagnare qualcosa in pi della loro modesta paga. Ogni
legionario riceveva infatti una parte dei guadagni provenienti dalla vendita, e gli ufficiali ricavavano
parecchio di pi dei soldati semplici. Quei prigionieri facevano parte del bottino dei legionari, e molti
di loro si aspettavano che fossero venduti ai mercanti di schiavi di Calleva. Invece, si sarebbero
massacrati per il divertimento del re e dei suoi ospiti, con grande dispiacere di Rullo.
Che importa di qualche sesterzio in pi?, ribatt Bleso. Cos  molto pi divertente!.
 facile, per te, parlare cos, ragazzo. Ma io devo pensare al mio congedo. Ho bisogno di tutti i
sesterzi che riuscir a racimolare. Rullo accenn con il mento ai prigionieri. La vendita di quegli
uomini mi avrebbe garantito un buon supplemento allindennit di congedo.
I primi due prigionieri furono liberati dalle catene e spinti verso il centro del cerchio da un paio
di ausiliari che brandivano ferri roventi con cui pungolavano i combattenti, incitandoli alla lotta. Un
centurione ausiliario assunse il ruolo di mastro cerimoniere. Mentre presentava i due combattenti, i suoi
due assistenti si fecero avanti, tendendo unarma a ciascun gladiatore improvvisato. A uno dei Britanni
fu tesa una spada legionaria, e al suo avversario, molto pi grosso di lui, unascia da guerra. Nessuno
dei due aveva uno scudo.
Il vino e la birra continuarono a scorrere, mentre gli ospiti cominciavano a scommettere tra loro
sullesito del primo scontro. Gran parte dei presenti sembrava a favore delluomo pi robusto che
brandiva lascia.
Che ne pensi, signore?, domand Bleso. Che ne dici di una scommessa? Punto cento
sesterzi sulla sconfitta di quel grosso figlio di puttana.
Figulo lanci unocchiata al legionario, ricordando la piccola fortuna che aveva perso contro di
lui quella mattina nella mensa. Non credeva di poter battere Bleso a dadi, ma si considerava un buon
giudice, quando si trattava di gladiatori. Aveva trascorso linfanzia a Lutetia, infilandosi di nascosto
negli spettacoli dellanfiteatro locale, osservando alcuni dei pi grandi gladiatori di tutto limpero
affrontarsi sulla sabbia dellarena di fronte agli spettatori in delirio. Quella era unottima opportunit di
riprendersi quanto aveva perso, consider, mentre osservava i due avversari con locchio acuto del
soldato. Il prigioniero con lascia era pi alto del suo avversario, e aveva il torso gonfio di muscoli.
Luomo armato di spada era tutto ossa e tendini, ma brandiva larma con la scioltezza di un
combattente esperto. Figulo consider che il pi grosso si sarebbe rivelato comunque troppo forte per
lavversario. Si volse a Bleso e annu seccamente.
Daccordo! Cento sesterzi!.
Sembri sicuro che il tuo uomo vincer, signore, comment Helva.
E perch no? Guarda quant grosso. Lo  quasi quanto me. Vincer di certo. Credimi, sar il
guadagno pi facile della mia vita.
Bleso sogghign, rivelando due file di denti storti. Lo vedremo, signore.
Gladiatori!, esclam il centurione, superando con la voce le acclamazioni del pubblico
ubriaco. Ai vostri posti!.
Gli ausiliari accompagnarono gli sfidanti davanti a due linee di gesso tracciate alle estremit del
cerchio. Il centurione intim il silenzio. E poi i Britanni furono costretti a fronteggiarsi e il mastro
cerimoniere url: Pronti combattete!.
Inizialmente, nessuno dei due prigionieri sembrava voler attaccare lavversario. Una serie di
urla deluse si lev dalla folla, mentre appariva chiaro che i due non avessero capito gli ordini in latino.
Uno degli ausiliari moll un calcio nella schiena delluomo armato di spada, e lui barcoll verso il
centro del cerchio. Un urlo di acclamazione si lev dal pubblico quando il durotrigio pi grosso si
lanci di colpo verso lavversario, roteando lascia con un ruggito selvaggio. Laltro si rimise in
guardia appena in tempo, saltando indietro sui piedi agili e schivando lattacco. Luomo pi grosso
ringhi contro lo spadaccino e si slanci di nuovo avanti, facendo calare lascia sullavversario, come
se volesse tagliare un ciocco di legno. Lo spadaccino si abbass sulle ginocchia e par il colpo, facendo
risuonare un tintinnio metallico al di sopra delle grida eccitate degli ospiti. Si muoveva agile sui piedi,
usando la velocit per schivare i lenti attacchi dellavversario, e Figulo inizi a temere di aver scelto
luomo sbagliato. Dopo qualche altro attacco, il pi grosso cominci a stancarsi. Stille di sudore gli
imperlavano il volto pieno di cicatrici.
Il tuo uomo sta faticando parecchio, signore, comment Helva.
 ancora presto, replic loptio, serrando i pugni. Se la caver. Vedrai.
Lascia cal di nuovo, tra le grida di apprezzamento del pubblico ubriaco. Luomo si stava
chiaramente godendo la condizione di favorito della folla. Spinto dal supporto dei presenti, fece
piombare larma con violenza verso la testa dellavversario. Ma il combattente pi esile sollev la
spada allultimo istante e devi lattacco. Il guerriero con lascia ansimava, ormai, i muscoli potenti del
petto che si sollevavano per lo sforzo nellattaccare di nuovo. Lo spadaccino continu a ritrarsi lungo il
bordo dellimprovvisata arena, parando con grazia ogni colpo mentre i due iniziavano a scambiarsi una
serie sempre pi frenetica di fendenti e affondi. Ma luomo con lascia era molto pi forte del suo
avversario, e Figulo decise che sarebbe stata solo una questione di tempo, prima che arrivasse a
vincere. Si sent rincuorato allidea di riprendersi da Bleso una grossa somma della sua sudata paga.
Il pi grosso attacc di nuovo. Questa volta, lo spadaccino devi il colpo e contrattacc,
infilzando la coscia possente dellavversario. Luomo con lascia si lasci sfuggire un ringhio di dolore
e si ritrasse, sibilando tra i denti serrati mentre si premeva una mano sulla ferita. Quello armato di
spada si stava rivelando sorprendentemente abile con larma.
Fu allora che il grosso britanno ferito emise un ruggito furioso e caric in avanti, roteando
lascia in un ampio arco. Lo spadaccino arretr fino al limite dellarena, e non aveva ulteriore spazio di
manovra. Si abbass sulle ginocchia, evitando per un soffio la lama che tagli laria con un sibilo
violento, costringendo gli spettatori pi vicini a indietreggiare in tutta fretta. Con un movimento fluido
e senza soluzione di continuit, lo spadaccino si allung in un affondo, piantando la spada nelle viscere
dellavversario. Luomo spalanc la bocca per lo sgomento, mentre la lama gli perforava gli organi
vitali. Dalla folla si levarono ansiti increduli, e intanto il vincitore ritraeva la spada con uno strattone.
Lavversario stordito croll sulle ginocchia, mentre sangue e viscere si rovesciavano fuori dallampio
squarcio sulladdome. Ondeggi per un attimo e infine cadde in avanti.
Lo spadaccino vince!, dichiar il centurione, sollevando il braccio del vincitore.
Maledizione!, sbott Figulo.
Urla infuriate si levarono dai presenti che avevano puntato sulluomo con lascia. Diverse
violente discussioni cominciarono tra gli ospiti, dopo la fine del combattimento, e qualcuno insult
luomo ucciso per non aver combattuto meglio. Figulo rest a guardare, con i pugni stretti, mentre due
ausiliari trascinavano via il cadavere del britanno sconfitto. Bleso pos una mano sulla sua spalla in un
gesto di consolazione, sogghignando con aria furba.
Che peccato, signore.
Figulo lo fulmin con lo sguardo, prima di battersi un pugno contro la coscia per la frustrazione
di aver perso altri sesterzi contro Bleso. Come facevi a sapere che luomo su cui hai scommesso
avrebbe vinto?
 la prima regola dellarena, signore. La velocit batte la forza, sempre. Quello con lascia era
troppo grosso per vincere.
Figulo maledisse la sua sfortuna; gli ausiliari intanto approntavano lo scontro successivo. Ci fu
una breve pausa, mentre il prigioniero che aveva vinto il combattimento veniva disarmato e rimesso in
catene. Figulo riport lattenzione al re. Trenagaso sembrava affascinato dallo scontro, gli occhi accesi
dalleccitazione, indicando a uno degli schiavi di riempirgli la coppa dargento.
Una gara splendida!, esclam, rivolto a Scilla. In verit, un uomo della mia levatura non
dovrebbe indulgere nei barbarici piaceri dellarena, immagino. Ma tali combattimenti hanno senzaltro
la loro utilit. Sono un mezzo spettacolare per accrescere la popolarit di chi li allestisce.
Linviato imperiale annu con deferenza. Come sempre, maest, la tua saggezza  notevole.
Sediaco si allung verso Trenagaso e indic un punto davanti al cerchio dellarena. Forse,
maest, preferiresti vedere gli scontri pi da vicino?.
Un sorriso ebbro si form sulle labbra del re. Idea eccellente, amico mio. Non si riesce a
vedere bene, da quass. Cerc Figulo con lo sguardo e gli rivolse un cenno. Guardie!.
Fu dato lordine, e i servitori del re svuotarono rapidamente lo spazio davanti allimprovvisata
arena, mentre altri due schiavi trascinavano uno scranno in quel punto. Poi il re si alz dal trono e scese
dalla pedana, accompagnato dalle guardie del corpo. Si sedette, con i consiglieri in piedi intorno a lui.
Figulo e gli altri legionari chiusero i ranghi, controllando con sospetto i capi che li circondavano. Il re
vuot la coppa di vino in un singolo sorso.
Avanti con il prossimo combattimento!, rugg.
Altri due prigionieri furono spinti nellarena. Il pubblico ricominci a scommettere. Fu versato
ancora da bere. Sopra al clamore dei presenti, il centurione esclam: Per il prossimo scontro, avremo
un secutor contro un reziario.
Un reziario?, sbott Figulo. Non ha speranze!.
Bleso fece una smorfia. Su questo sono daccordo con te, signore. Accenn con il mento
verso il combattente con la rete. Aveva una larga ferita ricucita sulla spalla sinistra. Non  in
condizioni di combattere. Chiunque scommetta su di lui si metter nei guai.
Lo scontro non durer a lungo, dunque?, domand Helva.
Il tempo di bollire degli asparagi, rispose Bleso.
Uno spreco di denaro, se volete la mia opinione, interloqu Rullo, in tono amaro. Di questo
passo, non ci sar pi nessuno schiavo da vendere. E tanti saluti alla mia idea di passare gli anni che mi
restano a Damasco, ubriaco e con una bella ragazza sulle ginocchia.
Gli ausiliari tesero le armi ai due che dovevano combattere. Il britanno ferito ottenne un tridente
e una rete appesantita da sfere di piombo legate alle estremit. Il suo avversario, basso e scuro di
capelli, brandiva un gladio. Figulo fu colpito dalla compostezza del secondo. Sembrava impassibile, e
non mostrava il minimo segno di paura o incertezza, mentre se ne stava nel suo angolo, larma stretta in
pugno, i muscoli tesi e gli occhi fissi sullavversario. Con un colpo secco del bastone di legno, il
centurione segnal linizio del secondo scontro della serata. Accompagnati da un ruggito di
approvazione del pubblico, i due si affrontarono.
Gli ospiti si spinsero per vedere meglio, osservando lo scontro con quel misto di eccitazione e
macabro fascino che Figulo ricordava bene dallarena di Lutetia. Il reziario era un nuovo tipo di
gladiatore, soltanto di recente introdotto nellarena a Roma, e i presenti erano ansiosi di scoprire come
se la sarebbe cavata contro il pi tradizionale secutor. Da quel che loptio sembrava aver capito, lo
scopo del reziario era di lanciare la rete bloccando lavversario prima di finirlo con il tridente. Ma
luomo ferito pareva faticare sotto il peso della rete e, usando la sinistra, tent invece di colpire con le
punte affilate del tridente la gola del secutor, prima di ritrarsi rapidamente. Si attenne soltanto a quella
tattica, mantenendo la distanza e spostandosi di continuo intorno allarena, il volto teso in unansiosa
espressione di concentrazione. Il pubblico inizi a perdere la pazienza, mentre i due continuavano a
girarsi intorno, scambiandosi finte inconcludenti. Figulo si rese conto che lumore dei presenti si stava
guastando. Dalla sua posizione in prima fila, Trenagaso osservava lo scontro con chiara irritazione.
Avanti, attaccalo, maledizione!, url qualcuno al secutor.
Smettetela di danzare in cerchio!, strill un altro. Vogliamo vedere un vero
combattimento!.
Il reziario sembr stancarsi di quellinseguimento senza fine. Con un cupo ruggito, si lanci in
un furioso attacco contro il secutor. Lavversario schiv laffondo del tridente e poi scost di lato
lestremit opposta dellarma con la sua lama. A quel punto, attacc il reziario, spingendo la punta
della spada nella coscia dellavversario e rigirandola. Luomo ferito ulul di dolore. Il secutor strapp
via la lama dalla coscia del nemico, mentre questultimo gli lanciava addosso la rete. Ma luomo si
spost agilmente di lato e il reziario imprec, frustrato. Faticava a restare in piedi, mentre il sangue gli
scorreva a fiotti dalla larga ferita alla gamba. Cogliendo al volo lopportunit che gli si presentava, il
secutor lo attacc di nuovo, piantandogli la spada nella spalla e riaprendo la vecchia ferita. Con
unimprecazione colma di dolore, il reziario arretr per poi crollare in ginocchio, mentre il tridente gli
scivolava via dalle dita. Il secutor gli tir un calcio. Luomo cadde allindietro, il pubblico intanto
esplodeva in grida di scherno.
Non  durata molto, in effetti, comment seccamente Bleso.
Le urla degli ospiti si fecero ancora pi forti, mentre il secutor torreggiava sullavversario
caduto, la punta della spada che gocciolava sangue. Ansimando, luomo sollev lentamente larma e la
punt alla gola del reziario sconfitto, disteso al suolo con i muscoli tesi e gli occhi spalancati dal
terrore, in attesa che laltro lo uccidesse. Il secutor esit per un attimo. Tutto intorno alla sala, il
pubblico assetato di sangue urlava al vincitore di uccidere il combattente vinto.
Finiscilo!, grid a pieni polmoni un britanno ubriaco.
Il secutor gir le spalle al reziario, un lieve sorriso che gli danzava sulle labbra, mentre si
voltava a guardare i presenti. Figulo not la sua espressione. Aveva i lineamenti contorti dalla furia.
Continuando a dare le spalle allavversario sconfitto, luomo si slanci in avanti con uno scatto delle
caviglie, gettandosi sulla figura seduta a qualche passo da lui. Il giovane optio lo fiss con orrore,
rendendosi conto che il gladiatore stava attaccando direttamente il re.
Maest!, url. Attenzione!.
Il britanno era a forse due passi di distanza dal sovrano e qualcuno di pi da Figulo. Trenagaso
era immobilizzato dal terrore, mentre la punta insanguinata della spada delluomo si dirigeva verso la
sua gola. Gli ausiliari alzarono lo sguardo, troppo sorpresi per reagire e troppo lontani per fermare
lassassino. Senza pensarci due volte, Figulo scatt avanti e gli si gett addosso, impattando contro di
lui prima che potesse uccidere il re. I due finirono a terra, tra le grida spaventate degli ospiti pi vicini.
Il combattente butt fuori il fiato in un grugnito improvviso, mentre la spada gli sfuggiva dalle dita,
tintinnando al suolo. Cerc di riprenderla, ma Figulo lo afferr per una spalla, strattonandolo indietro
prima che potesse afferrarne lelsa. Lanciando un urlo furioso, il britanno lo colp con una violenta
gomitata che lo colse in pieno volto. Per un attimo, la vista delloptio si oscur. La presa si allent e
sent il nemico sfuggirgli di mano. Quando torn a vedere, si rese conto che lassassino si stava gi
rialzando, pronto a recuperare la spada, a due passi da Trenagaso.
In quel momento, Bleso lo raggiunse. Calci via larma e poi diresse lo stivale verso il volto
delluomo. Si ud un violento schiocco quando il piede del legionario impatt con la mandibola del
britanno, che cadde allindietro. Prima che potesse rialzarsi, Bleso sguain la propria spada e la punt
alla gola delluomo, lacerandogli la pelle. Il britanno lo fiss dal basso, gli occhi carichi dodio. Il
legionario gli rivolse un ghigno, prima di prepararsi a sgozzarlo.
No, Bleso!, tuon Figulo, lottando contro il dolore lancinante alla testa. Ci serve vivo.
Perch mai?, sibil il legionario. Questo bastardo ha cercato di uccidere il re.
Dobbiamo interrogarlo.
Con un sospiro, Bleso abbass riluttante larma, ma tenne comunque lassassino schiacciato al
suolo con uno stivale premuto sul suo petto. Allo stesso tempo, Helva, Rullo e le altre guardie del
corpo si avvicinarono per formare un cerchio protettivo intorno al re, ancora stordito dallaccaduto.
Nella sala si scaten un pandemonio, mentre gli ospiti sciamavano verso le porte, temendo di poter
essere anche loro in pericolo. Nella fretta, diverse panche furono rovesciate. Alcuni dei Britanni pi
anziani persero lequilibrio nel caos generale e furono schiacciati dalla folla impazzita.
Mentre gli invitati fuggivano, Figulo sent diverse urla provenire dalle porte principali della
sala. Al di fuori, not un nutrito gruppo di abitanti del villaggio, venuti a indagare sui motivi di tutto
quel baccano. Le voci sul tentativo fallito di assassinare il re si sparsero velocemente, e la folla sembr
ancora pi pronta a esprimere il suo disprezzo nei confronti di Trenagaso. Pietre ed escrementi furono
lanciati ai soldati di guardia, mentre gli uomini urlavano insulti.
Abbasso il re!, gridavano. Abbasso Roma!.
Altri proietti vennero scagliati sulle guardie. Gli ospiti, intrappolati tra il caos della sala e la
furia del popolo allesterno, si bloccarono doverano, arretrando dalle porte del palazzo reale.
Tu!, grid Cosconiano, rivolto a uno degli ausiliari. Torna al forte. Voglio che ogni uomo
disponibile sia subito inviato qui, prima che lintero insediamento ci si rivolti contro!.
S, signore!. Lausiliario annu, si volt e corse via dalla sala, avvicinandosi a un cavallo
legato a una palizzata allinterno del complesso. Sleg le redini, gli mont in groppa e gli piant i
talloni nei fianchi. Usc al galoppo dalle porte degli alloggi reali, superando la folla aggregata
allesterno, gli zoccoli del cavallo che martellavano sul terreno ghiacciato.
Ben presto, la sala rimase vuota. Grosse pozze di birra e vino versati scintillavano alla luce
arancione e tremolante delle lampade. Il pavimento era pieno di avanzi di cibo e cocci di anfore
spezzate. Scilla guardava fuori dalla porta principale, con unespressione a met tra lo sgomento e la
paura. Pochi istanti pi tardi, si volt.
Optio!, grid, superando con la voce gli insulti degli abitanti infuriati allesterno. Piazza
sulle porte tutti gli uomini che hai a disposizione. Dovremo tenere lontana questa feccia ingrata fino
allarrivo dei rinforzi. Linviato lanci uno sguardo al re. Trenagaso fissava con orrore lassassino.
Ancasta stava cercando di confortarlo. E, per gli di, porta via il re da qui.
Figulo ordin a due legionari di accompagnare il sovrano nelle sue stanze. Gli altri si
affrettarono a raggiungere le porte, dove la folla sembrava sempre pi inferocita. Poi Figulo indic
lassassino.
E di lui che ne facciamo?.
Bleso aveva ancora la spada sguainata e puntata contro il britanno, pronto a ucciderlo se avesse
tentato di fuggire. Luomo li fissava con odio.
Scilla fece una pausa e prese un profondo respiro. Poi dichiar: Portatelo negli alloggi dei
servitori. Quando la situazione si sar calmata, lo interrogheremo e scopriremo quello che sa.
...
.
...
Capitolo 8.
...
.
...
Il ruggito distante della folla si sentiva anche attraverso le pareti degli alloggi dei servitori,
mentre il centurione Vespillo si scostava dal prigioniero e osservava con soddisfazione il proprio
operato. Con un panno macchiato di sangue si ripul il pugno pieno di cicatrici e si gir verso il messo
imperiale.
Questo dovrebbe avergli sciolto la lingua almeno un po, signore.
Scilla annu lentamente. I polsi del prigioniero erano legati da un pezzo di corda, unestremit
della quale era appesa a una trave sul soffitto, in modo che luomo vi fosse appeso con le braccia tese
sopra la testa e i piedi a poca distanza dal pavimento. Non appena i rinforzi erano giunti nella capitale
tribale, Scilla aveva fatto chiamare il centurione Vespillo, lesperto in interrogatori della guarnigione,
per far parlare il prigioniero. A Figulo era stato ordinato di essere presente come traduttore durante
linterrogatorio. Era stato da subito chiaro che Vespillo aveva una lunga esperienza in quel campo. Il
centurione aveva cominciato a picchiare il prigioniero, colpendolo con una serie di forti pugni nello
stomaco, seguiti da diversi brutali colpi del suo bastone alle ginocchia. Figulo era rimasto a guardare
mentre le urla di dolore delluomo riecheggiavano nelle modeste stanze dei servitori.
Molto bene, centurione, rispose Scilla, avvicinandosi al prigioniero.
Linviato fiss il britanno con disprezzo. Aveva le gambe visibilmente gonfie, e il sangue gli
gocciolava dallangolo delle labbra dischiuse. Mugolando di dolore, luomo sollev con lentezza la
testa per guardare Scilla. Aveva un occhio gonfio e chiuso, e le labbra erano livide. Gracchi poche
parole nella sua gutturale lingua madre.
Cosa sta dicendo, optio?.
Figulo esit. Dice che puoi andare a farti fottere. Cosa a cui dovresti essere abituato, essendo
greco.
Il britanno si concesse un sorrisetto sornione, rivelando due file di denti insanguinati. Scilla lo
fulmin con lo sguardo, le labbra che si arricciavano per la rabbia.
E io che pensavo che i Britanni fossero qualcosa di pi di un gruppo di rozzi barbari del tutto
privi di educazione. Schiarendosi la voce, linviato si volse a Vespillo. Penso che il nostro amico,
qui, abbia bisogno di unaltra lezione di buone maniere romane, centurione.
Vespillo sogghign. Come vuoi, signore.
Il centurione si fece avanti, stringendo il pugno fino a farsi sbiancare le nocche. Stava ancora
ghignando, quando colp il prigioniero allo stomaco. Il britanno si lasci sfuggire un gemito di dolore,
ansimando mentre laria gli usciva dalla bocca. Figulo sent il rumore di qualcosa che si spezzava.
Vespillo schiaffeggi luomo cos forte da colorargli la guancia di un rosso violento. Il britanno toss
convulsamente ed emise un orribile suono, come un conato di vomito. Poi sput contro il centurione.
Un grumo di catarro imbratt la corazza di Vespillo. Lui abbass lo sguardo, poi si fece avanti e colp
pi volte luomo nello stomaco. Il britanno gemette, dibattendosi per il dolore nel tentativo di sfuggire
ai pugni, e la trave di legno sopra di lui cominci a cigolare per la tensione.
Basta cos, per adesso, centurione, ordin Scilla. Non vogliamo ucciderlo. E a quel punto
sfoggi un sorriso crudele. Non ancora, perlomeno.
Vespillo fece un passo indietro e si pul la corazza con lo straccio insanguinato. Il prigioniero
pendeva dalla trave, completamente privo di forze, gemendo piano.
Riproviamo. Scilla fece cenno a Figulo. Optio, di a questuomo che sarebbe saggio
collaborare, a questo punto. Voglio sapere se ci sono altri cospiratori, a parte lui. E, se ce ne sono,
voglio conoscere i loro nomi. Spiegagli che il centurione Vespillo  un esperto di interrogatori e che,
presto o tardi, scopriremo quello che sa. Deve soltanto decidere quanto vuole soffrire, prima. Se parler
subito, ha la mia parola donore che avr una morte rapida.
Figulo tradusse quelle parole meglio che pot. Quando ebbe finito, il prigioniero prese un rauco
respiro e alz gli occhi sui suoi aguzzini. Poi gracchi poche parole nella propria lingua. Figulo guard
il messo imperiale.
Dice che giura su Cruach che stava agendo da solo. Dice che puoi torturarlo quanto vuoi, ma
non far alcuna differenza.
Sta mentendo, signore, dichiar Vespillo, in tono piatto. Ne sono certo. Faccio questo da
abbastanza tempo da sapere quando qualcuno non dice tutta la verit. Questuomo nasconde qualcosa, 
sicuro.
Scilla sorrise crudelmente. Ci dir tutto quello che sa, o lo far crocifiggere alle porte
dellinsediamento. Un uomo pu impiegare tre giorni a morire, in quel modo. Le sue sofferenze
saranno inimmaginabili. Diglielo, optio.
Figulo tradusse quella minaccia. Il britanno sollev di poco la testa e fiss linviato mentre
mormorava qualcosa tra le labbra spaccate. La sua voce era cos bassa che Figulo si dovette avvicinare
per sentirlo. Quando il prigioniero fin di parlare, loptio si rivolse al messo imperiale.
Dice che non ha paura della morte. Dice che nessuno, del suo popolo, teme la morte, al
contrario dei Romani vigliacchi. Ed  per questo che sconfiggeranno Roma, alla fine, anche se ci
volesse un secolo. Non hanno paura di morire. E non avranno pace finch lultima goccia di sangue
romano non sar stata versata.
Scilla sbuff, in tono derisorio.  incredibile quanto ancora si aggrappino a questa ridicola
convinzione, anche dopo che abbiamo schiacciato i loro eserciti. Si riesce quasi ad ammirarne la fede
incondizionata quanto inutile.
Di sicuro  un uomo testardo, osserv Vespillo, scuotendo la testa. Potrei tentare
qualcosaltro, signore. Colpirlo con un ferro rovente, per esempio. O accecarlo con la punta di una
spada arroventata. Di solito funziona, per la mia esperienza.
Pi tardi, magari, rispose Scilla. Centurione, forse dovresti prendere del pane e dellacqua
per il nostro ospite. Non vogliamo che perda i sensi prima che ci dica quello che sa.
Molto bene, replic Vespillo, burbero.
Si gir e usc dalla stanza, chiamando un servitore nelle vicinanze. Il prigioniero fiss il
centurione che si allontanava con un misto di rabbia e timore. Il tuo amico  un animale, borbott,
quando la porta fu chiusa.
Figulo scosse la testa. Non  un mio amico. Ma ho visto qualche interrogatorio, finora, e ti
posso assicurare una sola cosa: non smetter di torturarti finch non comincerai a parlare.
Il prigioniero prese un respiro profondo. Ci fu un lampo di esitazione nel suo sguardo, e per un
attimo Figulo pens che si fosse convinto infine a parlare. Ma luomo serr le labbra e cominci a
mormorare preghiere alle proprie divinit. Vespillo rientr proprio in quel momento nella stanza. Scilla
lo guard.
Questo non ci porter a nulla. Centurione, forse  ora di tagliare la lingua al nostro ospite, visto
che non gli serve a niente.
S, signore.
Il britanno segu Vespillo con lo sguardo mentre il centurione si voltava verso alcuni strumenti
chirurgici e coltelli appoggiati su un tavolaccio accanto a un bacile dacqua arrossata di sangue e
diversi stracci. Il centurione recuper un piccolo pugnale. Un improvviso lampo di panico pass negli
occhi del prigioniero, che inizi a dibattersi mentre Vespillo gli si avvicinava, i muscoli che si
contorcevano per la paura. Il centurione gli port la lama al volto, e il britanno tent di spostare la testa
il pi possibile, implorando i presenti in tono frenetico.
Prima di parlare, tradusse Figulo, dice che vuole la certezza che la sua famiglia non verr
coinvolta. Vuole che glielo giuriamo.
Scilla gli rivolse un sorriso crudele. Prima deve dirci quello che sa. Spiegagli che se non mi
dir tutta la verit, far inchiodare la sua famiglia alle mura del villaggio insieme a lui. E potr sentire
le loro grida di agonia mentre muore.
Figulo guard il prigioniero. Luomo volgeva gli occhi a destra e a sinistra, come se stesse
cercando di decidere se poteva fidarsi del gallo. Vespillo gli stava ancora tenendo la lama vicina al
volto. Infine, il britanno guard loptio e parl.
Dice che  stato avvicinato da un agente dei Druidi della Luna Nera, tradusse Figulo per
linviato. Gli ha promesso che avrebbe salvato la sua famiglia dalla schiavit, se avesse ucciso il re.
Gli ha detto che non aveva niente da perdere, visto che comunque sarebbe morto. Lui ha accettato per
salvare la sua famiglia. Non sa nientaltro, lo giura su tutti gli di. E ti implora di risparmiare sua
moglie e suo figlio.
Comera questo agente?, volle sapere Scilla.
Non ne  sicuro, rispose loptio. Era buio, e lui indossava un cappuccio.
Quel bastardo sta mentendo, signore, sibil Vespillo. Glielo leggo negli occhi.
Scilla sbuff. In quel momento, la porta si apr e una donna entr, portando una coppa dacqua e
aceto e un pezzo di pane secco. Il prigioniero la fiss con attenzione, mentre lei posava la coppa e il
pane sul tavolo laterale.
Linviato riprese: Chiedigli dei Druidi della Luna Nera. Voglio sapere dove si trova la loro
base.
Figulo tradusse la richiesta. Il prigioniero borbott qualcosa a mezza voce.
Ebbene?, domand linviato. Che ha detto?
Giura su tutti i suoi di che non lo sa. Ha sentito soltanto che c un magazzino senza guardie
in mezzo alle paludi. Il prigioniero parl ancora, e Figulo fece una pausa, non del tutto sicuro di aver
capito le sue parole. Gli chiese di ripeterle, poi torn a guardare linviato e deglut. I Druidi ci tengono
il grano rubato.
Quellaffermazione colse Scilla di sorpresa. Il messo imperiale si raddrizz, aggrottando la
fronte e guardando il prigioniero. Fece cenno a Vespillo di allontanarsi, e il centurione abbass il
pugnale, fissando con odio il britanno.
Dove, esattamente, volle sapere.
Figulo ascolt la risposta, faticando a stare dietro al discorso del prigioniero, che adesso parlava
rapidamente. Vicino alla casa dei Druidi. Lo tengono l perch nessuno dei nativi si avvicinerebbe mai
a quelledificio, per timore reverenziale. Hanno ammassato l il grano rubato dalla fine dellestate.
Quando fin di parlare, la servitrice usc in silenzio dalla stanza. Scilla attese che si allontanasse,
poi fiss il prigioniero stringendo gli occhi. Come fa il nostro amico a sapere tutto questo, optio?.
Figulo gli pose la domanda. Lassassino si sforz di rispondere. Il dolore lo stava facendo
impazzire, gli occhi schizzavano da una parte allaltra, e faticava ad aprire la bocca per rispondere con
una voce rauca e impastata dalla sete.
Dice che prima di essere catturato era una delle guardie del corpo del re precedente,
Quenataco. Uno dei suoi compiti era scortare i convogli di grano rubato per consegnarli ai Druidi.
Luomo non riusc a dire altro. Ansim appena, mentre gli occhi gli si chiudevano. Poi di colpo
si accasci, e chin il capo ferito. Scilla schiocc le dita e Vespillo si affrett ad afferrare la coppa
piena dacqua per premerla contro le labbra del britanno. Ma ormai aveva perso conoscenza, e gran
parte del liquido gli si rovesci sul petto.
Tenete in vita questo cane, ordin Scilla, accarezzandosi il mento. Dovremo interrogarlo
ancora, quando si sar ripreso.  fondamentale scoprire qualcosa di pi su questa faccenda. Poi
guard Figulo. Nel frattempo, tu e i tuoi uomini dovrete trovare e recuperare il grano, prima che i
Druidi capiscano che abbiamo scoperto il loro nascondiglio.
Figulo reag con un sussulto. Perch noi? Noi dobbiamo proteggere il re.
Scilla lo guard male. Pensavo che fosse ovvio. Il prefetto Cosconiano e i suoi ausiliari
devono restare qui, al momento, per tenere sotto controllo la popolazione.
E il nostro compito di guardie del corpo?
Metteremo qualche batavo al fianco del re. E prima che tu me lo chieda, optio, inviare gli
ausiliari a riprendere il grano  fuori questione. Da quello che so, i nostri amici Batavi hanno il terrore
dei Druidi. Questa missione  troppo importante per rischiare di mandare in territorio nemico un
gruppo di soldati spaventati e poco addestrati. Abbiamo bisogno di qualcuno che abbia esperienza e
sappia comandare a dovere i suoi uomini. E tu sei la persona giusta. Devo aggiungere altro?.
Un brivido gelido percorse Figulo mentre ascoltava il messo imperiale. Addentrarsi nelle paludi
di notte, nel pieno del gelido inverno, era unidea che avrebbe terrorizzato chiunque. E tutto per salvare
il regno nascente di un crudele e spietato tiranno. Per un attimo, il giovane gallo si domand se non
sarebbe stato meglio non essere riuscito a fermare lassassino. Poi serr le mascelle e ritrov il
controllo. No. Se Trenagaso fosse caduto, il regno sarebbe finito in una spirale di ulteriore violenza, e
sarebbe ricominciata la guerra contro Roma.
Avverti i tuoi uomini, soggiunse Scilla. Non c tempo da perdere.  fondamentale che
recuperiate il grano rubato.  la nostra unica speranza di placare i nativi e assicurare a Trenagaso il suo
posto sul trono. Se dovessimo fallire, questo insediamento cadr nelle mani dei Druidi della Luna Nera,
e le nostre speranze di assicurarci la pace tra i Durotrigi saranno spazzate via. Presto, vai!.
...
.
...
Capitolo 9.
...
.
...
Era ancora buio, quando Figulo e i suoi compagni uscirono dallinsediamento, dirigendosi verso
le paludi. I primi raggi del sole iniziavano a illuminare lorizzonte, ma una falce di luna dargento
ancora brillava nel cielo tra le stelle e le nubi sparse. Il giovane optio marciava in silenzio davanti ai
suoi uomini, guardando con ansia davanti a s verso il vasto tratto di brughiera, a sei o sette miglia di
distanza. Una nebbia leggera si addensava lungo i confini delle paludi, aggrappandosi alle irregolarit
del terreno, e un brivido gli corse lungo la schiena, mentre spingeva lo sguardo oltre limpenetrabile
massa di acquitrini e ciuffi di ginestra. Figulo era ben consapevole del fatto che si stavano allontanando
dal territorio sotto il controllo dellimpero. L, lui era il solo responsabile della vita dei suoi uomini, e
del successo o del fallimento di Roma nel decidere il futuro del regno dei Durotrigi. Tent di ignorare
con tutte le forze il nodo di terrore che gli serrava lo stomaco, mentre continuava a marciare.
La loro partenza da Lindinis era stata ritardata da un incendio scoppiato in una delle stalle nel
palazzo reale. Con gli ausiliari impegnati a tenere sotto controllo la folla infuriata per le strade, erano
stati Figulo e i suoi a dover spegnere le fiamme prima che potessero propagarsi alla sala reale. I soldati
avevano lavorato sodo, trasportando secchi dacqua dalle cucine alla stalla, e quando infine lincendio
era stato domato, gran parte della struttura era crollata, ridotta a un mucchio di travi annerite,
intrappolando i resti carbonizzati del bestiame allinterno. Diversi uomini erano stati arrestati, con il
sospetto che avessero dato fuoco alla struttura, e quando Figulo e i suoi legionari erano usciti dalle
porte di legno dellinsediamento, gli abitanti inquieti si erano ormai ritirati al caldo nelle loro case. Ma
latmosfera di cupa ostilit nei confronti di Trenagaso e dei suoi alleati romani continuava a pesare su
Lindinis.
I legionari erano accompagnati da quattro sezioni di ausiliari offerte da Scilla in caso di
necessit. In fondo alla colonna cerano sei carri per il trasporto militare, recuperati dal deposito del
forte, su cui gli uomini speravano di caricare le scorte di grano recuperate. Trenagaso aveva anche dato
a Figulo una guida per quella missione. Uno degli schiavi del re aveva affermato di conoscere i sentieri
allinterno della pericolosa palude. Ora era lui a guidare la spedizione, qualche passo davanti alla
colonna principale, mentre, alle sue spalle, i soldati si muovevano pi silenziosamente possibile
attraverso il paesaggio ancora avvolto nelloscurit, il gelido silenzio rotto soltanto dallo scricchiolio
lieve della neve sotto i loro stivali rinforzati, e dagli sbuffi dei buoi che tiravano i carri.
Fantastico, dannazione, borbott Bleso. Le paludi, nel mezzo del maledetto inverno.
Scosse la testa con amarezza. E io che pensavo che le cose non potessero peggiorare ancora, da queste
parti.
Potrebbero andare peggio, in effetti, ribatt Figulo con unalzata di spalle.
Bleso si ferm per un attimo. Davvero, signore? E come? Siamo bloccati nel buco pi
sperduto dellimpero, gli abitanti di queste terre ci odiano a morte per aver salvato la vita al re, e ora ci
tocca marciare per miglia nel freddo per ritrovare il grano, cos che lui possa restare sul trono e
massacrare altri suoi sudditi. Come potrebbe andare peggio di cos?
Potremmo dover ascoltare unaltra delle tue battute idiote, intervenne Rullo.
Bleso guard in tralice il veterano e sbuff. Figulo e gli altri soldati ridacchiarono, alleggerendo
la tensione. Dopo cinque miglia di cammino, il sole si alz sullorizzonte, lanciando un pallido riflesso
sulle paludi, e la nebbia inizi a diradarsi. La neve inizi a fioccare gi dalle nuvole grigie che si
affollavano nel cielo, quando la colonna raggiunse i confini delle paludi. In mezzo alla sottile coltre
bianca che si andava posando sul terreno, Figulo intravide uno stretto sentiero che conduceva verso il
centro della brughiera, serpeggiando intorno ai cespugli di ginestra e gli alberi spogli e contorti. Un
fetore intenso di vegetazione marcescente gli arriv alle narici, mentre seguiva la guida lungo il
sentiero soffocato dalle ginestre.
Si avventurarono nel cuore della palude, e i soldati dovettero fare attenzione a non inciampare
nella vegetazione fitta e parzialmente nascosta dalla neve. In alcuni punti, la neve era diventata una
fanghiglia spessa e densa che rallentava lavanzata dei carri, e il gruppo doveva fermarsi spesso a
liberare le ruote impantanate. Poi si alz il vento, con il suo basso e angoscioso sibilo, e inizi a
sollevare la neve contro di loro in violenti vortici che impedivano di vedere a una distanza maggiore di
una ventina di passi. Se non fosse stato per la guida, sarebbe stato impossibile seguire il sentiero.
Figulo stava tremando, nonostante avesse il mantello militare sulle spalle e la tunica di lana
sotto larmatura. Il gelo gli pugnalava crudelmente il volto, e ben presto mani e piedi iniziarono a
perdere ogni sensibilit. Odiava quel luogo maledetto e putrefatto. Non avrebbe desiderato altro, in
quel momento, che di potersi scaldare le mani accanto al fuoco nel suo alloggio nella caserma,
riempiendosi al contempo lo stomaco con dello stufato di manzo. Poi ricord a se stesso che, come
ufficiale dellesercito romano, non poteva permettersi di mostrare la minima debolezza. Non se voleva
essere rispettato dai suoi uomini. Doveva sembrare impassibile e senza paura, nonostante lansia e i
dubbi che lo tormentavano. Quindi, si costrinse a procedere attraverso le paludi, infreddolito e scuro in
volto.
Dopo un altro mezzo miglio, il sentiero cominci a sparire sotto la neve, e la guida rallent il
passo, mentre diventava sempre pi difficile trovare la strada giusta sul terreno acquitrinoso. Figulo si
guard alle spalle per controllare il resto della colonna. Tutti gli uomini erano gelati fino alle ossa, e
stavano marciando a testa bassa per proteggersi il volto dal freddo pungente. Gli ausiliari batavi in
retroguardia sembravano nervosi, e si guardavano ansiosamente intorno, come se si aspettassero che il
nemico li attaccasse da un momento allaltro, sbucando fuori dai cespugli di ginestra.
Quanto manca?, chiese Figulo alla guida.
Non molto, romano, replic il macilento britanno, in un latino rauco e gutturale. Un miglio,
pi o meno. Non temere. Arriveremo molto presto.
Non temere, dice lui!, si lament Bleso, avanzando alle spalle delloptio. Dannazione! Di
questo passo, faranno in tempo ad arrivare i Saturnalia, prima di raggiungere quel maledetto
nascondiglio!.
Rullo ridacchi e lanci uno sguardo a Helva. Scommetto che non avete inverni del genere in
Campania, ragazzo.
Per gli d-d-di, no!, ansim il giovane legionario, battendo i denti mentre tremava nella sua
uniforme, in quel freddo umido e fangoso. Come fa la gente a sopravvivere da queste parti, per le
palle di Giove?
Con la birra, replic Rullo. Bevono tanta birra, ragazzo. E combattono di continuo tra loro.
Questo li tiene al caldo.
Figulo spost lo sguardo a destra e a sinistra, ma non vide traccia di movimento, soltanto le
ombre ondeggianti della palude nella fredda e fioca luce della giornata invernale. Torn a puntare lo
sguardo sul sentiero.
Rullo trem. Questo posto mi d i fottuti brividi, signore.
Allora siamo in due, ammise Figulo.
Un miglio pi oltre, la colonna si spost vicino ai confini delle paludi e raggiunse una brusca
svolta del sentiero. Di colpo, la guida si ferm. Figulo sollev di scatto una mano, e la colonna smise
allistante di marciare. Il giovane optio si avvicin con cautela alla guida, affiancandola. Il britanno
lanci uno sguardo a Figulo e indic una serie di profonde tracce nella neve, che continuavano oltre la
svolta, seguendo il sentiero fino a una bassa collinetta. Inizialmente, Figulo pens che appartenessero a
qualche animale. Ma poi scosse la testa. Erano pi grandi.
Impronte, sibil la guida.
Figulo annu lentamente, contandole. Si trattava di diverse paia di piedi, tutti diretti nella stessa
direzione. Le orme erano ancora fresche, e loptio decise che dovevano essere molto recenti. Si volt
verso Rullo e parl a bassa voce.
Aspetta qui con gli altri. Prepara gli uomini a combattere.
Daccordo, signore, rispose lui, in un sussurro. Dove stai andando?.
Figulo indic una morena al lato della brughiera, che correva parallela al sentiero. Andr a
dare unocchiata pi da vicino da l. Helva, vieni con me.
Il giovane legionario annu con decisione. S, signore.
I due risalirono il fianco della bassa collinetta in silenzio, il rumore del loro respiro e il lieve
tintinnio metallico delle armature soffocati dalla neve. Qua e l, sottili ciuffi derba spuntavano tra la
neve, macchie di verde in mezzo a una distesa ormai quasi del tutto bianca. Non era una salita lunga,
quella per raggiungere la sommit della morena, ma era parecchio ripida, e quando Figulo raggiunse il
crinale innevato, era gi sudato, sotto la tunica di lana. Con Helva al suo fianco, loptio prosegu verso
laltro lato dellaltura, da dove avrebbe potuto osservare la palude, pi in basso. Si sporse e vide il
sentiero continuare verso una radura su una piccola altura nelle vicinanze dei confini della brughiera.
Al centro del terreno rialzato cera una semplice struttura in legno che Figulo immagin fosse la
capanna dei Druidi. Da un lato della struttura erano stati accumulati mucchi di terriccio coperto di neve.
Merda!, esclam Helva, in un sussurro eccitato. Signore, guarda!.
Figulo segu il dito del giovane, stringendo gli occhi nella semioscurit dellalba. Una fila di
figure si trovava su un lato della capanna. Avevano posato gli scudi ovali di bronzo e i giavellotti
contro la parete delledificio e stavano tirando fuori delle anfore da diverse grosse buche, dopo aver
spostato le pelli che le coprivano. Ogni buca era abbastanza larga e profonda da contenere una grossa
quantit di anfore di grano. I Britanni sembravano avere fretta, mentre trasportavano le anfore verso
una dozzina di bighe rinforzate con assi laterali e convertite in rozzi carri da trasporto. Alcuni
compagni armati erano di guardia vicino ai veicoli. Questi ultimi indossavano armature ed elmi ed
erano meglio equipaggiati degli uomini che Figulo aveva combattuto sul ponte. Il giovane optio serr la
presa sullimpugnatura dello scudo.
Stanno portando via il grano, sibil, lottando per non mostrare a Helva lansia che provava.
Dobbiamo fermarli prima che sia troppo tardi.
Invi il ragazzo gi dalla collina per far avanzare gli uomini, lasciando i carri sul sentiero con
un paio di ausiliari di guardia, insieme alla guida del luogo. Dopo quello che gli sembr un tempo
infinito, Rullo e gli altri risalirono laltura per raggiungerlo, facendo meno rumore possibile. Lottando
contro la tensione che minacciava di stritolargli il cuore in una morsa, Figulo prese un respiro profondo
e si rivolse agli uomini in tono basso e calmo.
Il nemico sta svuotando le fosse in cui ha nascosto il grano, spieg, indicando verso la radura
in basso. Non c tempo da perdere, se vogliamo fermarli. Al mio ordine, scenderemo dalla collina.
Ma finch non dar il segnale, dovrete restare immobili e in silenzio. Chiunque far il minimo rumore
dovr vedersela con me.
Finalmente, comment Bleso, con un cupo sorriso. Un po dazione.
Rullo si gratt il mento, perplesso. Perch quei bastardi hanno tanta fretta di portare via il
grano proprio adesso?.
Figulo si strinse nelle spalle. Non c tempo per preoccuparsene, ora. Sono occupati a caricare
i carri, quindi non ci vedranno arrivare finch non sar troppo tardi. Attaccateli con tutte le vostre forze
e non fermatevi finch non li avremo eliminati tutti. Li intrappoleremo tra noi e la palude. Tutto
chiaro?.
Tutti annuirono. Serrando limpugnatura dello scudo, Figulo avanz silenziosamente fino al
bordo della morena. Sguain con attenzione la spada, cercando di non farla sibilare contro il fodero.
Stava sudando copiosamente, nonostante il freddo, bloccato da un attimo di spaventoso dubbio. Una
sconfitta, in quel momento, era inconcepibile. Se non fosse riuscito a evitare che i Britanni fuggissero
con il grano, i suoi sforzi per proteggere il re sarebbero stati vani e linsediamento sarebbe piombato
nel caos. Tese i muscoli, conscio del dolore che la ferita sul collo, ricucita di fresco, gli stava
provocando. Poi si riemp i polmoni daria gelida.
Avanti carica!, grid.
Al suo comando, gli uomini si lanciarono gi per la collina, gettandosi verso la radura. Figulo
era in prima linea, il vento che gli fischiava nelle orecchie. I Britanni accanto alle fosse si fermarono di
colpo e si girarono allunisono verso la morena coperta di neve. Poi reagirono. Quelli pi vicini alla
capanna lasciarono cadere le anfore nella neve e raccolsero lance e scudi. Alcuni di loro scagliarono i
giavellotti contro i Romani in avvicinamento. Un urlo acuto spezz laria gelida quando unasta
trapass un ausiliario alla destra di Figulo. Un secondo batavo fu abbattuto da un altro giavellotto, e
loptio lo vide cadere in ginocchio, afferrando con entrambe le mani lasta di legno. Altre armi furono
deviate dagli scudi sollevati dei soldati, o si piantarono nella neve. Figulo tenne la testa bassa e
continu a correre.
Uccideteli!, rugg. Uccideteli tutti!.
I soldati raggiunsero la radura e si gettarono sui Britanni in formazione serrata, le armature e le
lame delle spade che scintillavano sotto il cielo coperto di nuvole. Adesso erano abbastanza vicini per
permettere a Figulo di vedere i lineamenti dei nemici e i misteriosi simboli tatuati sulle loro braccia. In
alcuni punti, la neve arrivava alle caviglie, rallentando i movimenti dei Romani. Gli altri Britanni
afferrarono spade e lance e si lanciarono sugli avversari, chiudendo le distanze in un turbinio di
fendenti e affondi. La forza e labilit di quei guerrieri colse Figulo di sorpresa. Due ausiliari furono
rapidamente abbattuti da quegli uomini, pi abituati di loro a combattere in quelle condizioni atroci, e
lo scontro si trasform ben presto in una rissa disperata e senza quartiere.
Figulo si rese conto che i suoi uomini stavano rischiando di essere sopraffatti. Sollevando lo
scudo, corse attraverso la neve per raggiungere il britanno pi vicino, affondando la spada verso di lui e
urlando a pieni polmoni nel tentativo di fomentare i suoi alla vittoria. Il tozzo guerriero attacc a sua
volta loptio con la sua lancia. Il gallo si abbass per schivare il colpo. In un singolo, improvviso
movimento, si spinse poi verso lalto, colpendo con la spada lasta della lancia dellavversario e
spostandola con violenza di lato, fino a sbilanciarlo. Prima che potesse riprendersi, Figulo scatt in
avanti con le spalle curve e il gomito stretto al fianco, usando tutta la forza e la spinta che aveva per
allungarsi in un affondo al ventre del nemico. Gli occhi del britanno si sgranarono per lo sgomento,
quando la lama gli si piant nello stomaco. Figulo sollev la spada tra le sue costole, lacerandogli le
viscere. Luomo fece una smorfia di dolore e riusc a pronunciare una maledizione a mezza voce, prima
di crollare in avanti, con la spada del nemico ancora dentro fino allelsa.
Inginocchiandosi, il giovane optio strapp via la lama dal corpo del britanno morente con un
suono liquido e rivoltante. Si volt per affrontare il nemico successivo, i muscoli contorti e il sangue
che gli pulsava nelle orecchie al di sopra del clangore delle armi nella furiosa scaramuccia intorno a lui.
Spinse avanti lo scudo, sbattendolo contro un robusto britanno che gli stava correndo incontro,
facendolo arretrare di un paio di passi. Poi gli apr la gola con un violento fendente. Un fiotto di sangue
sgorg dalla ferita, mentre luomo piombava in ginocchio, portandosi le mani al collo nellinutile
tentativo di fermare la violenta emorragia.
Guardandosi intorno, Figulo vide i corpi di tre ausiliari a terra, il sangue che spiccava contro il
candore della neve. I nemici erano meglio armati delle solite bande di nativi contro cui loptio aveva
combattuto in altre parti della Britannia, e attaccavano con ferocia inaudita, costringendo i Romani a
rifugiarsi dietro gli scudi per sfuggire in qualche modo alla pioggia di colpi che li martellava senza
soluzione di continuit. Quei guerrieri non si sarebbero arresi facilmente, Figulo se ne rendeva conto. I
loro fanatici Druidi li avevano convinti del fatto che grandi benefici li attendevano nellOltretomba, se
fossero morti sulla punta aguzza di una spada romana. Lunica speranza per uscirne vivi era mantenere
la disciplina e colpirli con tutte le forze. Figulo url a pieni polmoni ai suoi uomini di stringere i ranghi
e respingere il nemico.
Signore! Guarda!, grid Helva.
Loptio spost gli occhi dallaltra parte della radura, verso dove gli stava indicando il giovane
legionario. Not diversi Britanni oltre il caos del combattimento. Avevano finito di caricare le anfore
sui carri e stavano incitando i cavalli per fuggire dal luogo con il grano rubato. Figulo si sent
attanagliare da una morsa dangoscia, mentre continuava a guardare. Da un momento allaltro, i carri
sarebbero scomparsi sul sentiero, perdendosi nel fitto delle paludi, e portandosi via il grano. Il destino
di Lindinis  e in generale dellinvasione romana della Britannia  era spaventosamente a rischio. Non
cera tempo da perdere, e neanche per formulare un piano. Doveva agire, senza indugi. Guard gli
uomini che aveva intorno, mentre il cuore gli batteva forte nel petto.
Dobbiamo raggiungere i cavalli!, esclam, al di sopra del clangore delle armi. Subito, prima
che abbiano il tempo di allontanarsi!. Si volse a Rullo. Resta qui con gli altri. Uccidi fino allultimo
di questi cani.
Rullo sorrise cupamente. Con piacere, signore.
Poi Figulo scatt avanti, correndo attraverso la radura pi veloce che pot sotto al peso
dellarmatura e dellequipaggiamento. Bleso ed Helva, insieme a tre ausiliari, lo seguirono. Pi avanti, i
carri avevano quasi superato la radura e si dirigevano verso il sentiero coperto di neve. Per un attimo,
loptio temette che stessero per sfuggirgli. Ma, appesantite dal carico di grano, le bighe, di solito
leggere e veloci, affondarono con le ruote nella fanghiglia del sentiero e si incagliarono, fermandosi del
tutto.
Sono nostri, ragazzi!, rugg Figulo, correndo pi veloce mentre la neve diventava meno alta,
vicino al sentiero. Con me!.
In pochi passi, i Romani raggiunsero i carri bloccati. Tagliarono subito i finimenti dei cavalli,
nel modo in cui era stato insegnato loro nelle esercitazioni allaccampamento dei legionari di
Gesoriacum, evitando che gli animali riuscissero a disincagliare le bighe dal pantano. I cavalli
lanciarono acuti nitriti di agonia quando Figulo e i suoi li attaccarono, ferendoli. Un destriero si
impenn per il dolore, lanciando un verso sconvolgente, mentre il sangue gli sgorgava da una profonda
lacerazione al fianco. Colp lausiliario pi vicino con gli zoccoli anteriori, gettandolo a terra. Prima
che il soldato potesse rialzarsi, lanimale ferito croll di lato, rovesciando il carro troppo carico.
Lausiliario url quando la ruota del mezzo gli piomb addosso, schiacciandogli il torace. Nello stesso
momento, i Britanni saltarono gi dai carri e tentarono di fuggire lungo il sentiero, ma Figulo e i suoi
uomini li raggiunsero, massacrandoli prima che potessero far perdere le tracce nella palude.
Diverse urla si udirono al di sopra del tintinnio metallico delle armi che si incrociavano o che
colpivano gli scudi. Figulo diede le spalle ai carri, vedendo un gruppo di Britanni che correva verso di
loro. Si erano resi conto di ci che stava accadendo ai compagni in pericolo e si stavano chiamando
lun laltro nella loro gutturale madrelingua, attaccando i Romani con spade e lance.
Giratevi e affrontateli!, url Figulo ai suoi. Qualunque cosa facciate, non permettete loro di
arrivare al grano!.
Gli uomini si voltarono allunisono contro i Britanni in arrivo e piantarono i piedi nel fango,
decisi a non farli passare, mentre i guerrieri si lanciavano allattacco, in un disperato tentativo di
riprendersi il grano, affondando le lame delle lunghe spade contro gli scudi degli avversari. Con la coda
dellocchio, Figulo vide Bleso che arretrava mentre un enorme britanno gli strappava via lo scudo. Con
un ringhio minaccioso, lavversario gli spinse la punta della lancia verso il collo. Il legionario reag
allistante, deviando il colpo con un rapido movimento verso lalto della spada. Il guerriero fece una
finta, muovendo larma verso linguine di Bleso. Luomo vide lattacco troppo tardi. La punta della
lancia gli si conficc nel basso ventre, e il legionario gemette di dolore, piegandosi in due. Il britanno
strapp via larma dalla ferita, con un ringhio feroce. Figulo rest a guardare con orrore mentre Bleso
crollava a terra.
Da questa parte!, url al britanno. Vieni qui, bastardo!.
Il guerriero volt le spalle al legionario morente. Figulo si lanci verso di lui, colto da un
desiderio compulsivo di vendicare il compagno caduto. Il britanno rest dovera, brandendo la lancia
pesante a due mani. Era luomo pi gigantesco che il giovane optio avesse mai visto, con dei bicipiti
possenti e gambe grosse come tronchi. Larma che stringeva sembrava piccola, tra le sue dita enormi, e
il volto gli si contorse in un ringhio selvaggio, mentre faceva roteare la lancia. Figulo sollev lo scudo
allultimo momento. Lo sent vibrare con violenza, quando la punta dellarma ne colp lumbone
metallico. Il britanno era troppo distante da lui per raggiungerlo con un affondo di spada, dunque
loptio mir allasta della lancia, deciso a strappargliela dalle mani. Con un movimento fulmineo, il
guerriero scost larma, per poi centrare il gallo al petto con il manico. Il colpo fu talmente violento che
Figulo sent un dolore lancinante esplodergli dentro. Barcoll allindietro, per poi perdere lequilibrio
nel fango. Atterr sulla schiena, mentre spada e scudo gli sfuggivano dalla presa.
Scuotendo la testa annebbiata per schiarirsela, il giovane optio cerc freneticamente larma. Era
al suo fianco, a portata di mano. Fece per afferrarla, ma uno stivale la calci via e unombra enorme si
allung su di lui. Figulo alz lo sguardo e vide il gigante britanno che torreggiava, serrando la lancia
con entrambe le mani, alta sopra la testa. Il guerriero ghign, mostrando i denti spezzati, mentre
affondava la punta dellarma verso la gola del giovane. Loptio rotol istintivamente a sinistra e il
britanno imprec ringhiando quando la lancia si conficc nel fango. Figulo alz lo sguardo, vedendolo
sollevarla di nuovo, la schiena curva e la punta della lancia che catturava la luce del sole. Non cera
altro che potesse fare, se ne rese amaramente conto. Rest disteso sulla schiena nel fango e nella neve
macchiati di sangue, mentre il britanno si preparava ad affondare larma. Imprec tra s e s: era
riuscito a sopravvivere a battaglie brutali solo per morire in quellorribile scaramuccia in quelle
miserabili paludi. Quello sarebbe stato il suo ultimo pensiero, dunque. Gli venne quasi da ridere.
Poi Figulo vide un lampo dacciaio alle spalle dellavversario. Si ud un rivoltante rumore di
carne e ossa tranciate, poi la punta di una lama sbuc fuori dal petto del britanno. Lenorme guerriero
sussult, mentre un ansito sconvolto gli sfuggiva dalla gola. La figura alle sue spalle ringhi, mentre
strattonava via la lama, liberandola, e per un attimo il guerriero ferito ondeggi sul posto, con gli occhi
sgranati, come se non riuscisse a capire che stava morendo. Rest in piedi abbastanza a lungo da
mostrare i denti coperti di sangue a Figulo. Poi croll di lato, atterrando pesantemente sulla neve a
pochi passi dalloptio stordito. Il giovane alz gli occhi dal corpo possente disteso a terra e vide Rullo
sopra di lui, con il sangue che gocciolava dalla punta della sua spada ora abbassata.
Questo era lultimo, signore, dichiar il veterano, sbuffando. Serve una mano?.
Figulo annu. Accett la mano tesa di Rullo e si rialz in piedi barcollando. Recuper la spada e
si guard intorno nella radura. I Britanni erano stati respinti verso la palude, inseguiti dai soldati, che
adesso stavano finendo chiunque di loro fosse ancora in vita. Alcuni degli uomini rimasti si erano
lanciati ciecamente allinterno della palude, preferendo tentare la sorte tra gli acquitrini ghiacciati che
soffrire lumiliazione della cattura o della morte per mano dei Romani. I soldati armati di giavellotti li
lanciarono contro i Britanni in ritirata, e urla di dolore si levarono nellaria quando le armi andarono a
segno, bloccandoli prima che potessero fuggire. I loro corpi senza vita affondarono lentamente nel
fango.
Lo scontro era finito. Da entrambe le parti cerano state perdite devastanti. Le urla dei feriti si
levarono al cielo freddo dellinverno, mentre giacevano morenti nella neve. Figulo vide molti dei suoi
riversi a terra, e intanto la neve che continuava a cadere si posava delicatamente su quei corpi
immobili. Il sangue si raccoglieva in pozze sotto di loro, macchiando la neve di un rosso cupo.
Il giovane optio corse verso Bleso. Era riverso sulla schiena, e tremava orribilmente, il corpo
che si scuoteva per lingente perdita di sangue. Figulo controll le sue ferite. Il sangue fluiva copioso
dalla lacerazione allinguine, inzuppandogli la tunica e raccogliendosi nel fango tuttintorno. Con uno
sforzo eroico, il legionario riusc a sollevare gli occhi su di lui, deglutendo penosamente.
Abbiamo vinto, signore?, domand, in un rauco soffio appena udibile.
Figulo gli pos una mano sulla spalla e annu. S, abbiamo vinto, replic a mezza voce. Li
abbiamo battuti.
Bleso sorrise.  stato un bel combattimento, signore. Poi una smorfia di dolore gli contrasse
il viso, e riprese a tremare. I miei denti sono cos freddi.
Sta calmo, lo confort Figulo. Risparmia le energie. Ti porteremo in infermeria appena
possibile.
Ma i suoi occhi si stavano gi spegnendo, come le braci di un fuoco morente. Non cera niente
che potessero fare, per lui. Figulo lo guard, impotente, mentre il suo compagno chiudeva gli occhi per
lultima volta.
S, signore, sussurr.  stato un gran bel combattimento.
Poi smise di tremare. Il respiro non si condens pi davanti alle sue labbra dischiuse, mentre il
corpo si irrigidiva. Figulo lo guard per un attimo, per poi sussurrargli un ultimo addio. Promise
silenziosamente a se stesso di scrivere una lettera di condoglianze alla famiglia del compagno caduto.
Per un attimo, si perse nei suoi pensieri. Poi uno dei legionari gli si avvicin.
Alcuni di loro stanno fuggendo in quella direzione, signore!. Era Vazia, e ansimava, senza
fiato, indicando verso la morena. Delle figure in ombra si stavano arrampicando su per la salita. Figulo
si alz e annu, vago.
Inseguili. Porta qualche uomo con te. Ma fate attenzione. Niente atti di eroismo. Lanci uno
sguardo a Bleso e deglut a vuoto. Abbiamo gi perso abbastanza bravi soldati per un giorno solo.
Vazia annu e si lanci verso la collina con un gruppo di legionari. Non ci volle molto perch
raggiungessero e uccidessero i Britanni in fuga. Quando lultimo degli avversari fu abbattuto, Figulo
diede lordine di portare nella radura i carri, e organizz gli uomini esausti in gruppi da otto per
cominciare larduo compito di caricarvi sopra le anfore di grano, trasferendole dalle bighe. I nemici
morti furono lasciati doverano, coperti dalla neve appena caduta. Loptio diede a due uomini il
compito di barellieri, in modo che caricassero caduti e feriti sullultimo dei carri. Bleso era tra loro.
Rullo si ferm al fianco del giovane gallo, osservando in silenzio il corpo del loro amico che veniva
posato sul pianale del carro.
Povero bastardo, mormor infine il veterano, chinando il capo. Non ce ne sono, uomini
coraggiosi come lo era lui, signore. Se avessimo un centinaio di soldati come Bleso nella Seconda
Legione, questa guerra finirebbe domani.
Figulo abbass lo sguardo. Si sentiva tremare la mano, e la strinse con forza a pugno. Era quello
il prezzo che doveva pagare, pens, per essere un ufficiale dellesercito romano. A volte, doveva
ordinare ai suoi compagni di andare incontro alla morte. Si gir, sentendosi di colpo molto stanco.
Nella luce grigiastra del mattino, Figulo si costrinse a tornare con i pensieri alla missione che
stava affrontando. Sapeva di dover tornare allinsediamento prima possibile. Con i rifornimenti che
avevano recuperato, ci sarebbe stato grano a sufficienza per sfamare gli abitanti del villaggio per tutto
linverno. Le proteste si sarebbero placate e il re sarebbe stato libero di portare avanti i suoi
cambiamenti. Il disastro, per il momento, era stato evitato, ma a lui quella non sembrava affatto una
vittoria. Stava per ordinare ai resti della colonna di puntare verso luscita delle paludi, quando un grido
si lev dallaltra parte della radura.
Signore!, grid Helva. Guarda qui.
Figulo si avvi stancamente verso il giovane legionario. Not diverse impronte appena
accennate che dalla capanna dei Druidi conducevano verso fitti cespugli di ginestra in fondo alla
radura. Helva era in piedi davanti a una serie di ulteriori fosse profonde scavate nel terreno fangoso. Il
giovane aveva grattato via lo strato superficiale di neve e scostato le pelli che le coprivano.
A quel punto, Figulo vide qualcosa che scintillava appena sul fondo di una delle fosse. Una
spada, cap dopo un attimo. Pos arma e scudo e scese nella fossa. Era profonda quanto un uomo, e
grande abbastanza da farci entrare comodamente un carro. Si allung e recuper la spada appoggiata
sul fondo. Dalla lunghezza della lama e dallelsa davorio, riconobbe che era unarma romana. In un
angolo della fossa, not un elmo, un gladio e un paio di schinieri. Erano sporchi di terriccio. Rest
immobile per qualche istante, i pensieri che gli affollavano la mente.
Di che si tratta, signore?, chiese Helva, in tono ansioso.
Era un nascondiglio per le armi, replic Figulo, deglutendo mentre le gravi implicazioni della
scoperta si facevano sempre pi chiare. Ne ho gi visti, in precedenza. I Druidi rubano tutto ci che
possono dai soldati morti, e nascondono armi e armature finch non servono. Ma chiunque abbia
svuotato questo deposito lha fatto in fretta. E questo significa una cosa sola.
Cio, signore?.
Figulo alz lo sguardo su Helva e fece una pausa. Sapevano che stavamo arrivando.
...
.
...
Capitolo 10.
...
.
...
Ebbene, questo  molto fastidioso, comment Scilla, schioccando la lingua sul palato.
Avevamo davvero bisogno di un prigioniero vivo.
Figulo era in piedi nella sala reale, coperto di fango; aveva appena finito di fare rapporto al
messo imperiale. Scilla era seduto al tavolo davanti alla pedana, intento a mangiucchiare qualche
avanzo del festino della sera prima. Intorno a lui, gli schiavi del re stavano lavorando sodo per ripulire
il caos seguito al tentativo di assassinio della sera prima, cancellando macchie di sangue secco e
asciugando pozze di birra sul pavimento, mentre altri andavano da un tavolo allaltro, per recuperare i
corni vuoti e i frammenti delle coppe sparsi per tutta la sala.
Loptio e i suoi uomini sopravvissuti erano tornati poco prima nellinsediamento, quando il sole
finalmente faceva la sua comparsa tra le nuvole grigie e sparse. Cinque dei suoi erano morti in
battaglia, insieme a tredici ausiliari. Quasi tutti i Britanni erano stati uccisi, tranne pochi che erano
riusciti a fuggire nelle paludi. Mentre procedevano lungo le strade del villaggio, Figulo non aveva
potuto fare a meno di notare quanto fossero silenziose. Non cera pi traccia delle violente proteste
della notte precedente. Quando i carri erano rientrati, il re aveva annunciato che ci sarebbero state
ampie razioni di grano per tutti gli uomini, le donne e i bambini del villaggio, e in quel modo aveva
messo a tacere lo zoccolo duro di chi si opponeva al suo regno. Dopo che i soldati avevano scaricato il
grano, riportando i carri al forte, Figulo aveva permesso ai suoi di riposare. I legionari se nerano andati
nei loro alloggi a bere una coppa di vino in onore dei compagni caduti. Il giovane optio era stato molto
tentato di unirsi a loro. Ma doveva fare rapporto a Scilla, anche riguardo alla scoperta del deposito di
armi svuotato.
Sei certamente da lodare per aver recuperato il grano perduto, continu linviato, mentre
masticava un boccone di pasticcio. Ora che i nativi hanno cibo a sufficienza, la minaccia immediata al
regime di Trenagaso non esiste pi. Ma il fatto che tu non abbia catturato neanche uno dei nemici 
stato un grosso errore.
Figulo si morse la lingua, fremendo di rabbia al pensiero di Bleso e degli altri che avevano
perso la vita in quello scontro. Non aveva senso tentare di spiegare a quelluomo che il combattimento
per riprendersi il grano era stato frenetico e senza un attimo di respiro, che i soldati erano stati colti
dalla furia della battaglia, e che lordine di catturare vivo uno dei nemici in simili circostanze sarebbe
stato quasi sicuramente ignorato, nel caos dello scontro. Non aveva alcun senso tentare di spiegarlo a
uno come Scilla: non avrebbe mai potuto capirlo.
Un prigioniero ci sarebbe stato molto utile, riprese il messo imperiale. Ci avrebbe potuto
fornire informazioni su quei maledetti Druidi.
Ma abbiamo comunque lassassino. Possiamo provare a interrogarlo ancora.  chiaro che sa
pi di quanto non voglia ammettere.
Purtroppo no, non possiamo pi farlo. Scilla fiss loptio con unespressione neutra sul volto.
Figulo si accigli. Perch?
Quelluomo  morto, replic linviato, in tono piatto. Si  tolto la vita nella cella dove lo
tenevamo rinchiuso. Aveva un piccolo pugnale nascosto nel perizoma. Le guardie credono che sia
riuscito a farselo portare, e lha usato per tagliarsi la gola non appena ne ha avuto la possibilit. A
quanto pare, nessuno ha pensato di perquisirlo accuratamente. Le speranze che avevamo di scoprire la
posizione del nascondiglio dei Druidi sono svanite.
Figulo non cerc di nascondere la delusione che provava. Le implicazioni di quella situazione
erano chiare, dal tono cupo del messo imperiale. Finch i Druidi della Luna Nera e le loro truppe
avessero continuato a sfidare Roma, il re e le sue ambizioni su Lindinis sarebbero stati in serio
pericolo. E questo significava che loptio e i suoi uomini sarebbero dovuti rimanere ancora tra i
Durotrigi.
Scilla tamburell con le dita sul tavolo, fissando il giovane con uno sguardo duro. Ora
dobbiamo considerare la spiacevole possibilit che la scoperta di quel deposito di armi significhi che ci
siano altri nemici nascosti nelle paludi, ben armati e pronti a servire i Druidi della Luna Nera.
S,  quello che sembra, replic Figulo. Aveva fatto una rapida stima delle spade, degli scudi
e delle armature che potevano essere nascosti nelle fosse. Se cera un esercito di guerrieri nemici nelle
vicinanze, la rozza coorte di ausiliari avrebbe potuto fare ben poco, in battaglia contro di loro.
Scilla annu. Dunque devo scrivere a Vitellio e richiedere rinforzi da Calleva prima possibile,
dichiar, riferendosi al nobile tribuno che era di recente tornato in Britannia per prendere il comando
della Seconda Legione in assenza del legato. Poi sorrise appena. Dubito che ignorer facilmente le
parole di un messo imperiale.
Si alz con decisione dalla sedia e si stiracchi. Il sorriso scomparve.
In ogni caso, c unaltra cosa che mi preoccupa.
Figulo spost il peso da un piede allaltro. Cosa?
Qualcosa che mi sta tormentando da quando siamo arrivati a Lindinis. Scilla fiss un paio di
schiavi nelle vicinanze e attese che si allontanassero, prima di continuare. Innanzitutto, il nemico
sapeva della nostra intenzione di restituire il trono a Trenagaso prima che giungessimo qui, quando il
suo ritorno in Britannia sarebbe dovuto essere un segreto noto soltanto a pochi. Dobbiamo anche
considerare il fatto che qualcuno ha convinto il gladiatore ad attentare alla vita del re.
Scilla camminava avanti e indietro davanti alloptio, ora, le mani dietro la schiena. E poi, in
modo piuttosto conveniente per i Druidi, il prigioniero muore prima che riusciamo a fargli rivelare la
loro posizione. E ancora, i Druidi scoprono in qualche modo che il nascondiglio del grano 
compromesso e riescono quasi a portarlo via prima del nostro arrivo. Si ferm di colpo e guard
Figulo. C ununica conclusione che posso trarre da tutto ci.
Il messo imperiale fece una pausa, prendendo un respiro profondo.
Abbiamo un traditore tra noi, dichiar infine. Qualcuno che  vicino a Trenagaso sta
lavorando per il nemico. E se non riusciremo a scoprire chi , non potremo mai essere al sicuro.
...
.
...
FINE.